Un anno fa si festeggiavano i 20 anni di mediCuba Europa

In pochi conoscono le attività solidali che hanno veramente un peso storico nell’aiuto di bisogni fondamentali delle popolazioni escluse dal benessere del primo mondo. Sono spesso note invece le attività, o una parte di queste, di quelle ONG che si pubblicizzano in maniera ostentata, forse più per farsi conoscere come marchio che per operare veramente quale aiuto solidale. Una di quelle che con la massima serietà ha operato a favore di innocenti colpiti da disumani provvedimenti di embargo per ragioni ideologico/politiche, l’anno scorso in questi giorni compiva 20 anni. Nell’occasione del suo 21°  la vogliamo omaggiare, ringraziare e far conoscere anche ai nostri utenti.

Lito

I vent’anni di mediCuba-Europa

Ecco il comunicato diramato in occasione del 20°.

Il 21 e 22 ottobre (2018-ndr.) mediCuba-Europa ha festeggiato ad Ascona (Svizzera), al Monte Verità, i suoi primi 20 anni di attività.

mediCuba-Europa è nata proprio in questa località, esattamente 20 anni fa, alla fine di ottobre 1997 quando, su iniziativa di mediCuba-Svizzera, una decina di organizzazioni europee che già operavano a sostegno di Cuba hanno deciso di unirsi in un’organizzazione di secondo grado al fine di dare un nuovo impulso alla solidarietà portando avanti un piano di aiuti strategici con forte impatto socio-economico per lo sviluppo di Cuba, sostenendo in particolare progetti nel settore della salute a Cuba.

Allora Cuba stava attraversando il drammatico “Período Especial” e mediante mediCuba-Europa sono state acquistate materie prime per l’industria farmaceutica cubana, che hanno permesso la fabbricazione di medicamenti che altrimenti, a causa del blocco economico, Cuba non avrebbe potuto acquistare. La collaborazione tra le varie Organizzazioni ha consentito anche l’acquisto di costose attrezzature mediche e di laboratorio, a sostegno della ricerca contro il cancro e dell’analisi microbiologica. Ricordiamo, tra l’altro, che negli anni 2005-2008, l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, di cui allora era Presidente Roberto Foresti, ha interamente finanziato – grazie anche al fondamentale contributo della Regione Lombardia – l’Approntamento della Sala Analitica dello Stabilimento di Produzione di Citostatici di Cuba – CIDEM (Centro de Investigación y Desarrollo de Medicamentos) e ha sostenuto la Escuela LatinoAmericana de Medicina (ELAM ) contribuendo a un progetto (2011-2013) per il rinnovamento delle infrastrutture tecnologiche del Centro di Informazione di questa istituzione. Inoltre, dal 2010 sostiene la Campagna per l’acquisto di farmaci antitumorali pediatrici a cui Cuba non ha accesso a causa del blocco.

Il Professor Franco Cavalli, presidente di mediCuba Europa, con alcuni piccoli pazienti cubani

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STORIA: la genealogia della questione kurda

Riportiamo da Réseau Voltaire la prima parte del resoconto storico che potrebbe sembrare relativo solo alla questione kurda, ma in realtà riguarda una più ampia disanima di quella regione che in Occidente viene definita con il nome di Medio Oriente

Come sempre pagano le popolazioni. Decine di migliaia di civili kurdi fuggono davanti all’esercito turco, abbandonando la terra conquistata, di cui speravano fare la propria patria

di Thierry Meyssan*

Tutte le guerre implicano un processo di semplificazione: su un campo di battaglia ci sono soltanto due schieramenti, ognuno deve scegliere il proprio. In Medio Oriente, dove esiste un incredibile numero di comunità e ideologie, il processo è particolarmente travagliato: la specificità di ognuno di questi gruppi non ha più modo di esprimersi e tutti sono costretti ad allearsi con qualcun altro, che tuttavia condannano.

Quando una guerra è al termine, tutti cercano di cancellare i crimini commessi volontariamente o involontariamente, nonché, talvolta, di far sparire alleati scomodi, che si è desiderosi di dimenticare. Molti tentano di ricostruirsi un passato per rendere immacolata la propria immagine. A questo stiamo assistendo con l’operazione turca Fonte di pace alla frontiera siriana e con le inaudite reazioni che suscita.

Per capire quanto sta accadendo non basta sapere che tutti stanno mentendo. Bisogna anche scoprire ciò che nascondono e prenderne atto, anche se chi ha sinora riscosso la nostra ammirazione si rivela un bastardo.

Genealogia del Problema

Se si prestasse fede al racconto dei media europei, si potrebbe pensare che i turchi cattivi stanno sterminando i kurdi buoni, che invece i saggi europei tentano di salvare, malgrado gli spregevoli statunitensi. Ebbene, queste potenze non svolgono il ruolo che si attribuisce loro.

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Notizie false, sondaggi falsi e ora, cronologia falsa

Il Presidente Trump sul caso curdo dimostra palesemente di non conoscere la storia, ma noi, cosa sappiamo mentre tentiamo di schierarci a favore dell’uno o dell’altro contendente in una fase di guerra? Forse è meglio fare un ripasso, o prendere letteralmente una lezione

di Wyne Madsen*

Donald Trump, che crede che tutto ciò che è reale sia falso e tutto ciò che è falso sia reale, ha approfondito un’altra disciplina accademica per la quale crede di essere un eminente esperto. Dopo aver promulgato le sue false previsioni meteorologiche, sondaggi di opinione politica e notizie, Trump ha ora proclamato la sua falsa storia. Dopo aver abbandonato l’invasione delle forze turche, le forze delle unità di protezione del popolo curdo siriano (YPG), che sono state alleate con le forze speciali statunitensi che combattono contro gli jihadisti del califfato dello Stato Islamico in Siria, Trump ha dichiarato: “Loro [i curdi] non ci hanno aiutato nella seconda guerra mondiale, non ci hanno aiutato in Normandia, per esempio.”

L’unica persona che non riuscì ad aiutare gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, compresa l’invasione alleata della Normandia durante il D-Day, fu Fred Trump, Sr., padre tedesco americano di prima generazione del signor Trump. A partire dal 6 settembre 1940, la coscrizione militare per uomini di età compresa tra 18 e 36 anni era obbligatoria. Fred Trump aveva 34 anni quando chiamata entrò in vigore. Tuttavia, questo ex membro del filo-nazista Ku Klux Klan era riuscito a evitare l’arruolamento. Era un tratto familiare che si sarebbe esteso a suo figlio, Donald, che sosteneva di avere speroni ossei ai piedi in una falsa relazione all’esame medico, in modo da evitare di essere arruolato durante la guerra del Vietnam.

Per quanto riguarda la reinvenzione di Trump della storia della seconda guerra mondiale e dell’invasione del D-Day, rimane assolutamente deluso dal servizio curdo con le forze alleate nella guerra. Sembra che Trump abbia ottenuto le sue informazioni errate da un articolo apparso in un sito web di estrema destra chiamato Townhall. L’articolo affermava: “i curdi non si sono presentati per noi in Normandia o Inchon o Khe Sanh o Kandahar”.

Questa contesa può essere distrutta insieme ai grafici fasulli dell’uragano di Trump, ai grafici del sondaggio d’opinione e alle richieste di tasso di disoccupazione. I Levies iracheni si erano distinti in battaglia come una milizia comandata dagli inglesi, conosciuta per la prima volta come “tributi di  arabi e curdi”, nel 1922, sotto il mandato britannico in Iraq, i membri arabi del tributo arabo e curdo furono assimilati nell’Esercito iracheno. I curdi erano considerati “membri delle forze britanniche che erano abitanti dell’Iraq”.

La metà dei tributi erano assiri, con un grande contingente di curdi. Un battaglione affiliato era costituito da arabi sciiti, palestinesi, mandai, armeni, yazidi e caldei.

Nel 1941, l’ex primo ministro nazionalista iracheno Rashid Ali al-Gaylani espulse il reggente iracheno e annunciò che l’Iraq era alleato con la Germania nazista e le altre potenze dell’Asse. Le forze di Rashid Ali, supportate da quattro ufficiali dell’esercito iracheno soprannominati “Golden Square”, circondarono e assediarono la base della Royal Air Force britannica a Habbaniya. I Levies reclutarono altri assiri, curdi e yazidi per contrastare l’assedio della base di Habbaniya. Dopo che le forze di Rashid Ali furono sconfitte e il primo ministro pro-asse fuggì in Iran, i tributi furono incorporati in unità britanniche, inclusa una compagnia di paracadutisti, e prestarono servizio in Palestina e Cipro. I tributi erano composti da 166 ufficiali britannici, 22 assiri, 10 curdi, 5 yazidi, 4 del Golfo Arabo / Truciale e 3 compagnie diBaluchi.

Nel 1943, i tributi in ​​gran parte assiri / curdi furono ribattezzati prelievi della Royal Air Force. Hanno preso parte alle invasioni alleate di Grecia, Albania e Italia. Alcuni ranghi dei prelievi RAF provenivano dalla Siria. Sono i loro discendenti che sono stati traditi dall’amministrazione Trump e sono attualmente perseguitati dai turchi.

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52 anni oggi dall’assassinio del Che

Si commemorano oggi i 52 anni dall’assassinio del “Che”

Per poter scrivere anche solo poche righe che riassumano l’importanza storica, politica, etica e morale di questo grande uomo, non basterebbero pagine e pagine… Molti libri, innumerevoli articoli, documentari e film -alcuni di gran pregio- sono stati dedicati alla sua storia personale, alla sua vita epica ed entusiasmante. Da qui, a più riprese e con molti interventi che coinvolgono il suo contributo per il progressismo sociale, torneremo sempre sull’immortale Comandante.

Per oggi ci accontentiamo di aggiungere il suo breve profilo preso da EcuRed, il portale enciclopedico  collaborativo cubano, che consigliamo di consultare anche per altre voci.

el Che

Ernesto Guevara de la Serna. Universalmente noto come Che Guevara, o semplicemente Che

Era un combattente rivoluzionario, statista, scrittore e medico argentino-cubano. La sua vita, il suo comportamento e il suo pensiero sono diventati un paradigma per milioni di uomini e donne in tutto il mondo.

Faceva parte della spedizione dello yacht Granma guidato da Fidel Castro, che iniziò la lotta armata contro la dittatura di Fulgencio Batista sulle montagne di Oriente, Cuba. Durante la guerra raggiunse il grado di comandante e inviò la colonna 8 Ciro Redondo che estendeva la guerra al centro dell’isola precipitando la caduta della dittatura.

Durante la Rivoluzione fu nominato Presidente della Banca nazionale di Cuba e Ministro delle industrie. Ha anche presieduto delegazioni cubane che hanno visitato vari paesi ed è stato rappresentante del governo rivoluzionario in importanti convegni internazionali. Durante la crisi di ottobre è stato nominato capo militare della provincia di Pinar del Río.

Nel 1965 guidò un fronte di guerriglia in Congo contro l’intervento dei mercenari bianchi e dei loro alleati locali. Il movimento di guerriglia non è tornato a Cuba e ha iniziato a organizzare la guerra rivoluzionaria in Bolivia. Dopo una campagna di diversi mesi fu fatto prigioniero delle truppe boliviane nella gola di Yuro e il giorno dopo la sua cattura fu ucciso. I suoi resti furono localizzati nel 1997 e inviati a Cuba, dove riposano nel complesso commemorativo del Comandante Ernesto Che Guevara, costruito a tale scopo nella città di Santa Clara.

Fonte: EcuRed – Cuba

http://www.ecured.cu/index.php/EcuRed:Enciclopedia_cubana

 

Storia: “Autodifesa delle donne nere negli Stati Uniti”

Da Harriet Tubman (1) alle donne del Black Panther Party, le donne nere hanno sempre avuto un ruolo nella resistenza armata negli Stati Uniti, ha affermato Jasmin Young, dottorando presso il Dipartimento di Studi afroamericani dell’Università della California. La Young sta lavorando a un libro  intitolato “Donne nere con le pistole: resistenza armata nella lotta per la libertà nera”.

Qui sotto, per chi conosce la lingua, l’intervista a Jasmine Young di Black Agenda Radio:

 

(1)  Harriet Tubman, nata nel 1822, morì nel 1913. Primo nome Araminta “Minty” Ross e poi dopo la fuga dalla schiavitù, conosciuta anche come “Mosè degli afroamericani”, è stata un’attivista armata statunitense che ha combattuto per l’abolizionismo della schiavitù e in seguito per il suffragio femminile. Su di lei è stato prodotto quest’anno un film dal titolo “Harriet”.

Fonte: Black Agenda Report – USA

https://blackagendareport.com/

Ricordando il massacro di Sabra e Chatila

                         Manifesti commemorativi del massacro di Sabra e Chatila nel cimitero                               [Ferdous Al-Audhali / Middle East Monitor]
di Nasim Ahmed
Trentasette anni fa questa settimana, uno dei capitoli più sanguinosi della storia palestinese si è sviluppato in un campo profughi in Libano. Circondati dalle forze israeliane di tutte le parti, migliaia di rifugiati, privati ​​della leadership e della protezione della comunità internazionale, sono stati uccisi durante un’uccisione di due giorni nel campo profughi di Chatila e nell’adiacente quartiere Sabra di Beirut da parte della milizia cristiana falangista , i paramilitari alleati di Israele in Libano.Quando: 16-18 settembre 1982

Che cosa è successo?

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70° della Repubblica Popolare Cinese

Riportiamo dal sito l’AntiDiplomatico l’articolo relativo ai 70 anni dalla proclamazione di Mao

1 ottobre 1949 «il popolo cinese si è alzato in piedi».

Nel 2019 la Cina rappresenta la speranza del mondo intero

di Fabrizio Verde
Mao Zedong, il 1 ottobre del 1949 davanti alla Porta della Pace Celeste in piazza Tian’anmen alla presenza di tutti i deputati della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese, i lavoratori delle fabbriche, gli insegnanti e gli studenti delle scuole, il personale dei vari organi, i cittadini, i contadini dei sobborghi e la guarnigione della capitale, per un totale di 300 mila persone dichiara costituito il governo popolare centrale della Repubblica Popolare Cinese. «Il popolo cinese si è alzato in piedi… nessuno ci insulterà più», annunciava Mao che alla testa del Partito Comunista Cinese aveva portato a compimento la rivoluzione armata più lunga e forse più complessa della storia. Un evento straordinario per il popolo cinese e il mondo intero, che avrebbe segnato l’inizio di una nuova lunga marcia che avrebbe portato la Cina settant’anni dopo a diventare una potenza capace di rivaleggiare e finanche superare gli Stati Uniti d’America.

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Libia: due rivoluzioni sui lati opposti della storia

Fatti sconosciuti ai più sono stati determinanti per liquidare lo stato libico. Anche i progressisti europei, imbevuti d’informazione pilotata, hanno accettato senza battere ciglio la fine della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista

I cartelloni con Gheddafi che annunciava la rivoluzione dell’acqua in Libia

La rivoluzione di Gheddafi ha creato uno degli esperimenti di maggior successo nella democrazia economica del 21° secolo. Questo mese segna mezzo secolo dalla rivoluzione libica di Muammar Gheddafi, che rovesciò re Idris sostenuto dagli statunitensi. Nella rivoluzione del 1969 in Libia, Muammar Gheddafi ereditò una delle nazioni più povere in Africa; tuttavia, quando fu assassinato, il socialismo di Gheddafi aveva trasformato la Libia nella nazione più ricca dell’Africa. La Libia aveva il più alto PIL pro capite ed aspettativa di vita del continente. La controrivoluzione del 2011 appoggiata dall’occidente portava la Libia a divenire uno Stato fallito e la sua economia rovinata. Il presidente Obama disse che il suo peggior errore da presidente degli Stati Uniti fu la Libia; e “non riuscì a pianificare il giorno dopo” il rovesciamento di Gheddafi. Le due rivoluzioni verificatesi in Libia negli ultimi 50 anni non hanno potuto essere più diametralmente opposte.

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11 settembre 2.0 – L’inizio della loro fine

Oggi è l’11 settembre.

Per secondo ricordiamo quello dell’anno 2001. Quello che ha iniziato l’attuale periodo di follia terroristica. In sintesi: non avendo più imperi del male da contrapporre nei film proposti dall’informazione generalista, ne andava inventato uno fittizio e a differenza di quello della Guerra Fredda, malleabile alle proprie esigenze.

Perché?

Per cercare di invertire la rotta del declino galoppante dell’imperialismo. Almeno per tentare di ritardarne gli effetti macroscopici. In effetti per un ventennio hanno mascherato la continua discesa dell’impero nel gorgo della storia. Un migliaio di basi, NATO e non NATO, in giro per il mondo. Spese esorbitanti per perdere tutte le guerre reali, vincendo solo quelle gestibili hollywoodianamente per gli schermi televisivi. Collasso delle infrastrutture interne all’impero.

Sorpasso subito su tutto dalle nuove potenze non egemoni orientali. Solo alcuni brevissi esempi: 600Km di (vecchia) alta velocità negli USA, contro gli oltre 30.000km in Cina (di ultima generazione). Arretratezza enorme nelle armi convenzionali e strategiche, cui la propaganda mediatica non riesce più a star dietro, tanto che la superiorità russa ferma le pretese sulla Siria e blocca la politica di gestione di Petrolandia… Incapacità sistematica di far fronte alle calamità naturali, tanto che rivolte di cittadini inferociti sono tenute nascoste solo grazie all’apparato informativo…

A questo proposito, per capire meglio la genesi di questa storia,  poniamo in visione altro materiale documentario.

Partiamo con Zero, che venne confezionato da Giulietto Chiesa, con il contributo di personaggi del calibro di Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia. Il grande inganno da Pandora TV:

 

11 settembre: per non dimenticare il Cile di Allende

Oggi è l’11 settembre.

Ricordiamo per primo quello del 1973, 46 anni fa, in Cile, dove un colpo di Stato fascista, programmato nel contesto della politica del Plan Condor, imposta dal potere anglo-americano, rovesciò il governo a guida socialista, con Unidad Popular, di Salvador Allende.

Proponiamo, per capire meglio l’importanza storica dell’esperienza falcidiata dall’imperialismo nordamericano, “La forza della ragione”, l’intervista del maggio 1971 che il grande regista Roberto Rossellini realizzò con Salvador Allende.

Il documentario fa parte dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico che ringraziamo.

Per approfondire l’argomento della memoria dedicato all’11 settembre del 1973, aggiungiamo l’intervista a Patricio Guzmán, che venne realizzata in occasione della mostra “Cile 1973. Da Allende alla dittatura nei documenti della Fondazione Feltrinelli“. Guzmán è l’autore di documentari quali “La batalla del Chile” e “Salvador Allende”.