Sostegno sempre ad Angela Davis

Il consiglio comunale di Birmingham (Alabama-USA-ndt.) approva all’unanimità la risoluzione di sostegno per la dott.ssa Angela Davis

 

 

 

 

Angela Davis oggi

Sulla scia delle notizie che sono piombate questo weekend sul caso del ” Birmingham Civil Rights Institute”, che ha revocato un premio che doveva essere assegnato alla dott.ssa Angela Davis, il consiglio comunale di Birmingham ha approvato all’unanimità una risoluzione di sostegno per l’icona dei diritti civili.

Il BCRI ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che “i sostenitori, altre personalità e varie  organizzazioni interessate, sia all’interno che all’esterno della nostra comunità locale, hanno iniziato a chiedere di riconsiderare la nostra decisione”, che affermava che la Davis non soddisfaceva i criteri per il Premio Human Rights di Fred Shuttlesworth.

Continua a leggere

A 58 anni dal martirio di Patrice Lumumba, leader dell’indipendismo anticoloniale

I dettagli agghiaccianti dell’assassinio di Patrice Lumumba e di come venne sciolto nell’acido

Ismail Akwei*

 

 

 

L’arresto del Primo Ministro Lumumba

Dal 17 gennaio 1961, nessuno ancora è stato ritenuto responsabile per il brutale omicidio del leader indipendentista e Primo ministro del Congo Patrice Lumumba, assassinato assieme a due suoi ministri, Joseph Okito e Maurice Mpolo. Tuttavia, tutto indica dei mandanti internazionali che sancirono l’eliminazione di uno dei politici più coraggiosi e un eroe indipendentista dell’Africa, che si oppose ai colonizzatori. Guidò la Repubblica Democratica del Congo all’indipendenza del 30 giugno 1960, dopo che il Paese era passato da re Leopoldo II, che ne aveva preso il controllo come sua proprietà privata nel 1880, a colonia del Belgio nel 1908.

Lumumba fu ispirato dal movimento per l’indipendenza dell’Africa dopo aver partecipato alla “Conferenza Pan-Africana Dei Popoli”  in Ghana nel 1958. Questo lo spronò ad organizzare manifestazioni nazionaliste nel proprio Paese provocando proteste con vittime, che lo portarono in carcere, dal quale fu successivamente rilasciato per negoziare l’indipendenza del Congo.

Continua a leggere

Paura nel Bacino dei Caraibi

Nestor Cori*

 

 

 

 

Purtroppo uno dei più lucidi analisti di geopolitica, Terry Meyssan, prevede nell’immediato un periodo di preparazione da parte degli Stati Uniti per una destabilizzazione del Bacino dei Caraibi da attuare nei prossimi anni. Prevede per fortuna anche alcune variabili nel corso d’opera che potrebbero inficiare il piano.

Alle sue “vie d’uscita”, aggiungeremo le nostre. Per il momento iniziamo con il proporre l’incipit di un articolo che Meyssan ha diffuso per annunciare una valutazione svolta anche con altri suoi scritti.

“In una serie di articoli precedenti abbiamo presentato il piano del SouthCom per provocare una guerra tra latino-americani e distruggere le strutture statali degli Stati del Bacino dei Caraibi [1].

Preparare questa guerra, che nella strategia Rumsfeld-Cebrowski dovrebbe seguire i conflitti del Medio Oriente Allargato, richiede un decennio [2].

Dopo un periodo di destabilizzazione economica [3] e di preparazione militare, l’operazione vera e propria dovrebbe iniziare nei prossimi anni, con un attacco al Venezuela da parte di Brasile (sostenuto da Israele), Colombia (alleata degli Stati Uniti) e Guyana (ossia il Regno Unito). Dopo di che dovrebbe toccare a Cuba e Nicaragua: la «troika della tirannia», secondo John Bolton.

Il piano iniziale potrebbe però subire modificazioni per il riaccendersi delle ambizioni imperiali del Regno Unito [4], che potrebbe condizionare il Pentagono.” (Continua…)

Continua a leggere

Affare ExxonMobil: Nicolás Maduro pubblica le prove

I tentativi di attacco si ripetono da anni senza successo contro il Venezuela bolivariano. Ogni mezzo è ormai stato provato ma sempre ne viene avanzato uno successivo. L’impero anglo-nordamericano non demorde, il Venezuela però resiste. Riportiamo la risposta del presidente Maduro all’ultimo tentativo di provocare l’innesco di una aggressione militare. Riportiamo il pezzo da Réseau Voltaire. (http://www.voltairenet.org/article204682.html)

Secondo la multinazionale statunitense ExxonMobil, il 22 dicembre 2018 la marina militare del Venezuela ha fatto allontanare due navi che stavano esplorando il fondo marino nelle acque territoriali della zona contestata tra Venezuela e Guyana. Basandosi sul comunicato di ExxonMobil, prima la Guyana, poi gli Stati Uniti e, infine, il Gruppo di Lima hanno condannato il militarismo venezuelano.

Al paragrafo 9 della Dichiarazione del Gruppo di Lima del 4 gennaio 2019, i 13 Stati rimasti di quest’organizzazione denunciano la provocazione militare del Venezuela, definendola una minaccia per la pace e la sicurezza della regione [1].

Ebbene, il 9 gennaio, durante una conferenza stampa internazionale, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha presentato le prove del complotto contro il proprio Paese.

Maduro ha diffuso video dell’incidente e registrazioni delle conversazioni tra il capitano di una delle due navi sconfinate e la marina venezuelana. Il capitano fornisce la posizione esatta della nave, ammette di trovarsi nelle acque territoriali internazionalmente riconosciute come appartenenti al Venezuela e di avere solo l’autorizzazione del governo della Guyana, caduto il giorno precedente. La marina militare venezuelana gli ha perciò ordinato di allontanarsi dalla zona.

Lo smascheramento dell’inganno mediatico smentisce la comunicazione di ExxonMobil, società già diretta da Rex Tillerson (ex segretario di Stato degli Stati Uniti) e principale fornitore di petrolio del Pentagono [2]. Le prove presentate da Maduro rendono inoltre infondato il pretesto del Regno Unito per installare una base militare in Guyana, nonché ritardano la preparazione della guerra tra latino-americani che il Pentagono sta pianificando [3].

Il Venezuela ha dato due giorni al Gruppo di Lima per ritirare il paragrafo 9 della dichiarazione.

*(Traduzione di Traduzione Rachele Marmetti)

[1] « Declaración del Grupo de Lima », Red Voltaire , 4 de enero de 2019.

[2] « Exxon-Mobil, fournisseur officiel de l’Empire », par Arthur Lepic, Réseau Voltaire, 26 août 2004.

[3] «Gli Stati Uniti preparano una guerra tra latino-americani»; «Spaventosa futura distruzione del Bacino dei Caraibi», di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 18 dicembre 2018 e 8 gennaio 2019, traduzione di Rachele Marmetti.

L’inizio del giro di boa?

 

 

 

 

Nella foto, l’assassinio di Ceausescu e della moglie

Apprendiamo dal sito russo VZGLIAD.RU (https://vz.ru/world/2019/1/10/958599.html ), a sua volta ripreso dal sito francese HISTOIREETSOCIETE ( https://histoireetsociete.wordpress.com/2019/01/11/ce-qui-se-passe-en-roumanie-devrait-effrayer-porochenko/) che ci permette di rendere il messaggio fruibile in extra-cirillico, che dopo un ampio lasso di tempo di letargo al servizio dell’impero anglo-americano, nei paesi che hanno sofferto le “rivoluzioni colorate” forse, queste ultime inizieranno a mostrarsi per quello che sono state veramente.

S’inizia con una notizia assolutamente silenziata sulla pseudo libera stampa europea: “In Romania sono stati giudicati gli ex-capi del Paese che organizzarono l’esecuzione dei coniugi Ceausescu.”

Da questa informazione in avanti, si procede a paventare per gli altri super oligarchi politici dell’est europeo, la possibilità di una revisione storica e giudiziaria del percorso “fulmineo” delle varie rivoluzioni poco cruente (non tutte…) avvenute prima dei periodi di permanenza dei Gorbaciof presso le residenze dei Regan & C.

 

 

Nella foto i Gorbaciof dai Regan…

 

 

 

 

Da pochissime temerarie pagine, in passato, venne riportato che l’assassinio su commissione di Ceausescu si era reso necessario perché non “cedeva con le sole minacce”. Sempre da quelle pagine, fuori dal coro mediatico di normalizzazione, si sostenne che prima dell’esecuzione, con sua moglie giustiziata a freddo con lui, Ceausescu cantò l’Internazionale.

 

Continua a leggere

Ricercatore cinese offre informazioni sul pensiero strategico di Pechino

 

 

 

Xi-Jinping in visita nella provincia dello Xinjiang in una foto di Philippe Rochot

 

Pepe Escobar*

La narrativa più importante del 2019 (e degli anni a venire) continuerà a ruotare intorno alla miriade di pericolose variabili connesse all’ascesa economica della Cina, alla rinascita della deterrenza nucleare russa e al declino dell’egemonia globale degli Stati Uniti.

Due anni fa, prima dell’inizio dell’amministrazione Trump, avevo ipotizzato come questo gioco delle ombre potesse svilupparsi nel Nuovo Grande Gioco in Eurasia.

Ora il Nuovo Gioco ha cambiato marcia; sono gli Stati Uniti contro la partnership strategica russo-cinese.

Continua a leggere

“ATTACCO SONICO” sui diplomatici statunitensi – I colpevoli erano… grilli

 

 

 

Nella foto un agente disturbatore cubano

 

Nell’autunno del 2016 i diplomatici statunitensi di stanza a Cuba hanno iniziato a lamentarsi di essere stati colpiti da qualche misterioso rumore. Ventiquattro membri dello staff dell’ambasciata e delle famiglie hanno rivendicato un elenco bizzarro di sintomi – dal mal di testa, a vertigini e difficoltà di dormire, a problemi di equilibrio, di visione e udito. I medici non erano sicuri di ciò che aveva colpito queste persone. C’erano tutti i tipi di speculazioni su una misteriosa “arma sonora” con cui i diplomatici venivano “attaccati”, ma non sono state trovate prove convincenti.

Continua a leggere

Politica estera cubana: 60 anni di fedeltà ai principi rivoluzionari

 

 

 

 

Sergio Alejandro Gómez*

 

Quando lo scorso settembre il presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, Miguel Díaz-Canel, si recò sul podio delle Nazioni Unite a New York, alcuni si fecero illusioni su di un cambiamento nel discorso o principi difesi da Cuba negli ultimi sei decenni in questo emiciclo. Se c’era qualche dubbio, il discorso di Díaz-Canel lo chiarì per sempre: “Il cambio generazionale nel nostro governo non dovrebbe ingannare gli oppositori della Rivoluzione. Siamo la continuità, non una rottura”. Dal 23 dicembre 2018, la diplomazia rivoluzionaria compiva 60 anni di esistenza, fedele ai principi rivoluzionari della Sierra Maestra.

Continua a leggere

AUGURI DI BUON ANNO NUOVO

Certo, i migliori auguri di buon 2019 a tutti quelli che leggono.

Auguri per l’anno nuovo, ma senza perdere la memoria di quelli passati, 

soprattutto di quelli che hanno significato una tappa importante per il 

cammino del progressismo. Ad esempio è importante tenere bene davanti 

l’esempio dell’anno di cui festeggiamo il 60°.

Il 1959, del quale basta la data del 1° gennaio per raffigurare tutto…

Grazie Fidel, Ernesto, Raúl, Camilo e tutti quelli che hanno creduto e speso la propria vita per dare un esempio ancora propulsivo oggi, a sessant’anni di distanza.

THINGS CHANGE

A Londra idealmente con Barnard per Assange

 

Appoggiamo l’iniziativa di Paolo Barnard in solidarietà con Julian Assange, nella speranza che altri personaggi noti a livello internazionale, matti ma liberi come lui, lo affianchino per sollevare il velo di omertà sulla “detenzione del fondatore” di Wikileaks, bloccato da otto anni in una stanza dell’ambasciata boliviana a Londra. Durante l’attesa di poter lasciare il Regno Unito senza rischiare di essere “venduto” agli Stati Uniti, Julian non ha potuto avere le cure necessarie neppure di…un dentista!

Quello che segue arriva dal sito di Paolo Barnard:

Continua a leggere