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Tre anni dalla scomparsa di Christian Jordi

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Ricordiamo la figura del Dottor Christian Jordi, presidente di “mediCuba-Europa” a tre anni dalla scomparsa. Christian è stato l’infaticabile forza propulsiva di questa organizzazione sovranazionale che negli anni ha aiutato moltissimo Cuba nel sopperire alle mancanze essenziali nel campo medico, subite dall’Isola Ribelle per colpa del Blocco genocida e unilaterale degli Stati Uniti. Persone di questa sensibilità e di questa preparazione professionale e scientifica restano incancellabili esempi che devono stimolare la prosecuzione del suo operato.

BRIGATA EUROPEA 2018

Nicaragua, attacchi molto simili a quelli attuati in Venezuela

Dalle armi non convenzionali alla manipolazione delle morti sui social: le 7 coincidenze tra le proteste in Nicaragua e in Venezuela

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Ci sono diverse coincidenze tra le violenze in Nicaragua negli ultimi giorni e quelle antichaviste nel 2014 e 2017. Non si tratta solo di chi finanzia tali operazioni, ma di come sono gestite via social media. Di seguito sono riportati sette confronti che lo confermano.

1. Armamento non convenzionale. L’uso di armi artigianali per affrontare le forze di sicurezza cercando di creare contiguità tra proteste pacifiche e tattiche di sovversione e guerriglia urbana, in modo che i morti vengano attribuiti al governo, nel quadro del dossieraggio “violazione dei diritti umani”. Mitraglia, mortai, razzi, tra gli altri, sono utilizzati dai gruppi d’attacco mercenari in Venezuela causando morti come Adrián Duque, Armando Cañizalez, César Pereira, Diego Arellano, Miguel Castillo, Roberto Durán e Yeison Mora, uccisi con sfere metalliche o mitraglie sempre dal lato dei dimostranti. Anche Andrés Uzcátegui, Nelson Arévalo Avendaño, Neomar Lander e Engelberth Duque Chacón, morirono mentre manipolavano esplosivi artigianali. Durante le violenze in Nicaragua, i gruppi armati d’assalto usavano mezzi simili. Per evitare confusioni a causa della somiglianza delle immagini, la prima foto riguarda il Venezuela e la seconda il Nicaragua.

2. Operazioni di disinformazione. Informazioni non confermate sono spacciate da operatori della guerra psicologica usando i social network come amplificatori per creare ansia e panico nella popolazione. Tra le proteste in Venezuela dello scorso anno, alcuni capi dell’opposizione diffusero voci collegando il governo venezuelano a un presunto uso di armi chimiche, con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei media internazionali e terrorizzare l’opinione pubblica. pubblico. Al tempo, dall’altra parte dell’Atlantico, il governo siriano fu accusato di attacchi chimici e in seguito fu confermato che il presunto attacco era una montatura per giustificare i bombardamenti statunitensi del Paese arabo. Cercando di emulare la stessa opportunità, in Nicaragua voci furono diffuse per collegare il governo all’uso di armi chimiche, una bugia che, sebbene screditata, fu utile ad alimentare le violenze via social network.

3. Manipolazione dei morti. Gli uccisi nelle violenze vengono indicati senza spiegazioni o precisazioni così che, come in Venezuela, il governo venisse accusato da media o “gruppi armati”. Con tale tattica nell’uso dei media, fu elaborato il dossier per consentire l’intervento o colpo di Stato, a seconda delle circostanze. I media come ABC diffusero un bilancio delle vittime che i media locali non potevano confermare. Come visto nella precedente “coincidenza”, tali dati furono diffusi da operatori dalla lunga esperienza nella guerra dell’informazione contro il Venezuela. In Nicaragua, i media internazionali riecheggiavano “rapporti” oscuri collocando il numero di morti oltre i 20, incapaci di confermarlo o meno. Applicando la stessa disinformazione, si cercava di nascondere che nel 2017 morirono in Venezuela, ad esempio, 25 passanti presso una manifestazione, ma senza parteciparvi. Casi come quelli di Almelina Carrilo (Caracas) o Paola Ramírez (Táchira), omicidi commessi dai manifestanti dell’opposizione, furono usati dai media per intensificare le violenze, ritenendo il governo responsabile senza che i casi venissero risolti in via giudiziaria.

4. Saccheggi e danni a proprietà pubbliche e private. Gruppi armati in Nicaragua saccheggiavano diversi negozi e persino motociclette, in alcune parti del Nicaragua, causando danni alle strutture statali come ospedali e istituti scolastici. Il profilo delle violenze era professionale e focalizzato non solo sulle infrastrutture dei servizi chiave per la vita quotidiana della popolazione, ma anche su simboli ed istituzioni del potere statale. Nel comune di Chacao, nello stato di Miranda, in Venezuela, accaddero eventi simili quando gruppi d’assalto anti-Chavez incendiarono e attaccarono edifici pubblici come la Direzione esecutiva della magistratura, della Corte suprema di giustizia. Questo fu solo un esempio dell’assalto a trasporti pubblici, biblioteche e ospedali nel 2017.

5. Uso dei cecchini. In Venezuela, omicidi mirati furono commessi da cecchini, mentre il sergente Surnar Sanclemente (Miranda) e il poliziotto di Carabobo Jorge Escandón furono uccisi a colpi di arma da fuoco. Anche Jesus Leonardo Sulbarán e Luis Alberto Márquez, lavoratori del governatorato di Mérida, furono uccisi dal tiro da edifici in quello stato. Il giornalista Ángel Gahona, di un canale televisivo statale, fu assassinato mentre trasmetteva in diretta su Facebook gli eventi presso l’ufficio del sindaco di Bluefields, Nicaragua. Stava camminando dietro le forze di polizia e un colpo gli sfondò la testa di fronte a dozzine di persone. Dall’11 aprile 2001, da Euromaidan al Nicaragua, i cecchini sono una risorsa delle operazioni golpiste degli Stati Uniti.

6. Uso d’influencer del mondo dello spettacolo. Strumentalizzare la sensibilità delle persone legate all’industria dell’intrattenimento è una risorsa propagandistica di successo per avere il supporto alle violenze da strati sempre più ampi dell’opinione pubblica. Tale catalizzatore non smette di essere utile per tali operazioni, nel caso venezuelano c’erano molte celebrità che manifestavano il loro pregiudizio contro Chavez. In Nicaragua, tale risorsa fu usata arruolando figure musicali internazionali come Miss Nicaragua 2018 Adriana Paniagua e altri personaggi dell’industria dell’intrattenimento locale.

7. Simboli e glorificazione della morte. Le liste di defunti scritte col gesso per terra furono stilate in Nicaragua, similmente a quelle scritte in Venezuela nei tumulti del 2017, allo scopo di nascondere le cause di ogni morte e accusarne il governo. Sebbene tra i morti, in Venezuela e in Nicaragua, vi fossero membri delle forze di sicurezza, studenti, lavoratori e attivisti politici, è importante per i media gonfiare le liste false e concedergli un’estetica da “lotta nonviolenta”, per essere riconosciuti a livello internazionale; svuotandone del valore locale, tali morti diventavano prodotti di consumo.
Altro

Altre coincidenze nell’ambito del piano attivato in Nicaragua sono: il sostegno del clero cattolico ai “manifestanti”, le “preoccupazioni” del governo degli Stati Uniti, il reclutamento di delinquenti e la continua giustificazione e sponsorizzazione di ONG, media ed élite aziendali promosse da Washington attraverso il proprio soft power. E per concluderne la coincidenza politica all’origine: alcuna delle due nazion attaccate è geopoliticamente allineata agli Stati Uniti, grandi promotori globali di tali metodi golpisti.

Fonte: Mission Verdad – Venezuela

1° MAGGIO A CUBA

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Nel cuore di Cuba e nel nostro

Da ieri, nel cuore di Cuba, un piccolo omaggio per ricordare un compagno sempre presente nel nostro.

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Le Notizie di Prensa Latina dal 23 al 27 aprile

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Cuba e Venezuela rafforzano l’alleanza con la visita di Nicolás Maduro

23.4 – Cuba e Venezuela rafforzano la loro alleanza con la visita ufficiale realizzata il fine settimana dal Presidente Nicolás Maduro, il primo Presidente che si reca nell’isola per congratularsi con Miguel Díaz-Canel, appena eletto Capo di Stato. Maduro è arrivato a La Habana nella notte di venerdì all’Aeroporto Internazionale José Martí, dove al suo arrivo ha anticipato ai giornalisti che veniva con nuove idee e a stringere la fratellanza tra i due governi e i due popoli, nell’ottica di dare impulso all’integrazione e al benessere delle persone. Sabato, ha reso omaggio in mattinata all’eroe nazionale cubano, José Martí, nel memoriale che porta il nome dell’eminente indipendentista, e successivamente è stato ricevuto da Díaz-Canel nel Palazzo della Rivoluzione.

Il Presidente della Bolivia conferma il sostegno a Cuba

23.4 – Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, che comincia oggi una visita ufficiale a Cuba, ha confermato a La Habana il sostegno e la solidarietà del suo paese alla nazione caraibica. Al suo arrivo a La Habana verso mezzanotte di questa domenica, il Presidente ha inviato un saluto all’appena eletto Presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, e ha commentato che la maggiore delle Antille ha fatto molto a favore dell’umanità. In dichiarazioni alla stampa, Morales ha ricordato che le relazioni tra i due paesi sono molto buone, “di molta fiducia, ma anche di molta speranza per i due popoli”.

La visita di Evo Morales a Cuba rafforza i legami tra i due alleati

24.4 – Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, ha realizzato questo lunedì una visita ufficiale a Cuba durante la quale si è detto favorevole insieme al suo omologo, Miguel Díaz-Canel, a rafforzare le relazioni bilaterali e ad ampliare la cooperazione in diverse aree. Morales, è il secondo Presidente che visita l’isola dall’elezione di Díaz-Canel lo scorso giorno 19 a Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, cariche nelle quali ha sostituito il leader rivoluzionario Raúl Castro. Secondo il Presidente boliviano, il suo soggiorno a Cuba ha come una delle priorità quella di dare impulso al processo di integrazione in America Latina e nei Caraibi. Siamo venuti a trattare diversi temi di carattere commerciale e in materia di integrazione, per riprendere l’agenda dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America e della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici, ha detto alla stampa dopo aver reso omaggio all’Eroe Nazionale cubano, José Martí, nel memoriale omonimo.

Cuba partecipa al Consiglio della UIT a Ginevra

24.4 – Cuba partecipa alla sessione annuale del Consiglio dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) a Ginevra, dove è stata esposta la visione della nazione caraibica su temi rilevanti per il mondo in via di sviluppo come le politiche pubbliche su Internet. Secondo un comunicato diplomatico diffuso oggi, la direttrice di Relazioni Internazionali e Commercio Estero del Ministero delle Comunicazioni, Isabel Greenup, che rappresenta il paese nell’importante appuntamento, ha fatto anche riferimento al prosieguo degli impegni accordati nel Vertice Mondiale della Società dell’Informazione e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili. “La delegazione cubana ha difeso gli interessi dei paesi del Sud in altri temi importanti nell’agenda della UIT come la celebrazione del Forum Mondiale sulle Telecomunicazioni; il rafforzamento del ruolo dell’Unione in materia di cyber-sicurezza; l’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione e le telecomunicazioni”, ha indicato il testo.

Firmato un contratto di associazione tra Cuba e un’azienda canadese

25.4 – La compagnia cubana GeoMinera S.A. e l’azienda canadese Millbrook Minerals Inc. hanno firmato un accordo con la finalità di sviluppare lavori di conoscenza e di ricerca, hanno riportato oggi mezzi di stampa. Il quotidiano cubano Granma ha aggiunto che si tenta di eseguire lavori di conoscenza e di ricerche geologiche per fasi in un’area di 318 chilometri quadrati nelle province di Cienfuegos, Villa Clara e Ciego de Ávila. La società mercantile formata da GeoMinera e Millbrook Minerals svilupperà il progetto di prospezione Los Pasos.

Cuba disponibile a inviare più medici in Viet Nam

25.4 – Cuba ha manifestato oggi la sua volontà di aumentare la cooperazione nella salute con il Viet Nam, e in particolare con un ospedale della provincia centrale di Quang Binh, che è stato donato a questo paese da Fidel Castro. In visita all’istituzione, l’Ambasciatrice nella nazione indocinese, Lianys Torres, ha detto che l’isola è disposta a continuare a onorare in questo e in altri campi la storica amicizia tra le due nazioni. La diplomatica ha presentato, inoltre, tre medici appena arrivati in Viet Nam per inserirsi alla forza lavoro di questo centro, che porta il simbolico nome di Amicizia Viet Nam-Cuba.

Il ristorante più famoso di Cuba compie 68 anni

26.4 – La Bodeguita del Medio, considerato il ristorante più famoso di Cuba, compie oggi 68 anni dall’apertura a La Habana Vieja, un scenario emblematico per il turismo che cresce a Cuba ogni giorno. Il 26 aprile 1950 è stata inaugurata La Bodeguita del Medio nella Calle Empedrado numero 307, tra Cuba e San Ignacio, la cui attrattiva più importante (oltre alla cucina) è che sulle sue pareti vi sono oltre due milioni di firme dei suoi commensali provenienti da tutte parti del mondo. Questo ristorante costituisce una vera novità per i turisti, oltre alla tipica cucina cubana, che ha il sapore delle ricette più tradizionali del paese.

Cuba esporrà a Ginevra i risultati nei diritti umani dell’ultimo quinquennio

27.4 – Cuba esporrà il 16 maggio a Ginevra, Svizzera, i suoi progressi in materia di diritti umani durante gli ultimi cinque anni, presentandosi per la terza volta all’Esame Periodico Universale (EPU). Si tratta di un meccanismo promosso dal Consiglio dei Diritti Umani, organismo delle Nazioni Unite, al quale l’isola si è sottoposta precedentemente nel febbraio 2009 e nel maggio 2013. Il Ministero degli Esteri di Cuba, accompagnato da altre istituzioni, parteciperà nella città svizzera con una relazione che comprende risultati in aree come l’ambito giuridico che garantisce il godimento dei diritti umani e l’accesso a salute, educazione, cultura, alimentazione e alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni.

25 APRILE 2018 – Tutti in piazza con l’ANAIC

Partecipa alla solidarietà con l’Isola Ribelle

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La Rivoluzione è il lavoro più bello che abbiamo fatto

Pubblichiamo l’intero discorso pronunciato da Raúl Castro al termine della Sessione costituente della IX legislatura, dopo l’elezione di Miguel Díaz-Canel.

Un discorso non solo storico ma anche la testimonianza di un passaggio epocale, quello che affida la Rivoluzione alla generazione successiva.

Compagni e compagni:
prima di tutto, vorrei ringraziarvi per le ultime parole di questa commovente Sessione costituente della IX legislatura dell’Assemblea nazionale del potere popolare, che si svolge proprio oggi, quando si celebra il 57° anniversario della vittoria di Playa Girón, al comando del comandante in capo Fidel Castro Ruz, sull’invasione mercenaria organizzata, finanziata e sbarcata dal governo degli Stati Uniti. Questo fatto storico è più rilevante perché è la prima volta che combattenti dell’Esercito ribelle, poliziotti e miliziani combatterono per difendere le bandiere del socialismo, proclamate da Fidel il 16 aprile 1961, nell’addio alle vittime del bombardamento delle basi aeree Come è noto, nell’ultima sessione ordinaria dell’VIII legislatura, l’Assemblea nazionale approvava l’estensione del mandato dei deputati del Parlamento cubano e dei delegati delle Assemblee provinciali, per i gravi effetti provocati dall’uragano Irma, il cui impatto diretto su quasi tutto il territorio nazionale ha determinato la necessità di adeguare il calendario del processo elettorale, che abbiamo concluso oggi e che ha avuto una massiccia partecipazione dei cittadini, ulteriore dimostrazione del sostegno alla rivoluzione e la nostra democrazia socialista. È opportuno riconoscere il lavoro svolto dalle commissioni elettorali e dalle candidature su tutte le istanze, nonché l’insieme delle istituzioni che hanno collaborato per il buon svolgimento delle elezioni. Il VI Congresso del partito, tenutosi nell’aprile 2011, approvava la proposta di limitare l’esecuzione delle posizioni politiche e statali fondamentali ad un massimo di due termini quinquennali consecutivi. Nello stesso senso il VII Congresso veniva annunciato due anni fa, e sebbene questa limitazione non sia stata ancora introdotta nella Costituzione, una questione che speriamo venga stabilita nel quadro della sua riforma, avendo assunto il mio secondo mandato come Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, il 24 febbraio 2013, espressi che fosse stato l’ultimo, ratificandolo lo scorso dicembre quando, qui, affermai che da oggi Cuba avrà un nuovo presidente. Non era necessario attendere la riforma costituzionale per mantenere la parola e agire di conseguenza, più importante era dare l’esempio.
L’Assemblea nazionale del potere popolare ha eletto il compagno Miguel Díaz-Canel Bermúdez presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri. Allo stesso tempo, il compagno Salvador Valdés Mesa è stato eletto Primo Vicepresidente del Consiglio di Stato e in seguito l’Assemblea Nazionale ne approvava la designazione a Primo Vicepresidente del Consiglio dei Ministri. Il compagno Díaz-Canel ha una carriera di quasi 35 anni. Dopo aver conseguito la laurea d’ingegnere elettronico presso l’Università Centrale di Las Villas, ha lavorato in quella professione. Completava il servizio militare in unità missilistica antiaeree delle FAR, dopo di che fu professore presso la Facoltà di Ingegneria Elettrica del centro universitario, dove fu proposto quadro professionale dell’Unione dei Giovani Comunisti, gradualmente salendo nelle posizioni dirigenziali di questa organizzazione, fino alla promozione al lavoro professionale nel Partito. Dal luglio 1994 al terzo o quarto anno del Periodo Speciale, quando la fase più acuta del Periodo Speciale era al culmine, fu per nove anni Primo Segretario del Comitato Provinciale di Villa Clara e ricoprì la stessa responsabilità nella provincia di Holguin per altri sei, in entrambi i casi con risultati soddisfacenti. E non era un caso che dopo i nove anni trascorsi a Villa Clara, abbastanza, perché vi era nato e conosceva la sua vecchia provincia, incluse anche Cienfuegos e Sancti Spíritus, doveva essere inviato a Holguín, una delle province più grandi per abitanti e estensione territoriale, nell’ambito della preparazione di una dozzina di giovani, la maggior parte dei quali proveniva dall’Ufficio Politico, ma non riuscimmo a materializzarne la preparazione, e fu l’unico sopravvissuto, direi esagerando, di quel gruppo (applausi), senza criticarne le mancanze, ma parlando col compagno Machado gli disse che siamo noi a dover criticarci per non aver organizzato meglio preparazione e maturazione di quei compagni per occupare le alte responsabilità nel partito e nel governo.
Se in 15 anni fu in due province il massimo dirigente del partito, senza contare gli anni in cui guidò i giovani nella sua stessa provincia, ed ho anche detto al compagno Machado che in 15 anni avrebbe potuto passare, a un ritmo di circa tre anni, almeno da cinque province del Paese, in modo che li conoscesse più profondamente. Non critico Machado, lo critico troppo (Applausi). E ora, mentre passo da lui direttamente, lasciate che si prepari! (Ride). Ma voglio dire con questo che dobbiamo prestare ancora più attenzione alla preparazione dei quadri, così che quando occuperanno altre cariche superiori abbiano un controllo maggiore; ma la sua elezione ora non è una coincidenza, era prevista, nel gruppo il migliore, secondo la nostra modesta opinione e del Partito, era il compagno Díaz-Canel (Applausi), e che non ne dubitiamo per le virtù, per l’esperienza e la dedizione al lavoro che ha mostrato, avrà assoluto successo nel compito affidatogli dal nostro supremo organo del potere statale (Applausi). E’ nel Comitato Centrale del Partito dal 1991 e 15 anni fa fu promosso all’Ufficio Politico. Ha svolto la missione internazionalista nella Repubblica del Nicaragua e si è laureato presso il Collegio di Difesa Nazionale. Nel 2009 fu nominato Ministro dell’Istruzione Superiore e nel 2012 Vicepresidente del Consiglio dei Ministri per l’attenzione delle organizzazioni legate a istruzione, scienza, sport e cultura. Cinque anni fa è stato eletto Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, e da quel momento, con un gruppo di colleghi dell’Ufficio Politico, eravamo assolutamente certi di aver centrato la guida e che questa era la soluzione che oggi si materializza in questo importantissimo incontro, posizione quest’ultima menzionata e, soprattutto, a Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri che coincide con l’attenzione alla sfera ideologica del Comitato Centrale del Partito. Né è una coincidenza, ma questione importante come passare la mano da Presidente degli odierni Consigli di Stato e dei Ministri, che terminato, ne farò riferimento più tardi, continuerò come Primo Segretario fino al 2021, assumerò quella di Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri e Primo Segretario del Partito Comunista (Applausi). Fu pianificato in questo modo, conservando la prossima proposta dell’Assemblea, che sarà discussa anche col Consiglio dei Ministri, nella sessione di luglio, in cui sarà anche proposto al Comitato dei Deputati di essere responsabile della stesure e presentazione a questa Assemblea del nuovo progetto di Costituzione, che sarà poi necessario discuterne con la popolazione con un referendum. Anticipiamo che nella prossima Costituzione, dove non c’è alcun cambiamento del nostro obiettivo strategico, nel lavoro del Partito, che sarà mantenuto e il nostro popolo lo sosterrà indubbiamente, come fece decine di anni fa, nel 1976, con un enorme numero di voti, il 98%. E in quell’occasione potranno riunirsi nuovamente queste due posizioni che, come ho detto, sono fondamentali, di Primo Segretario del Partito e di Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, che hanno nelle loro mani tutto il potere e l’influenza da esercitare, anche se c’è, potrebbe esserci, un primo ministro al governo. Così ho già dimostrato di aver discusso abbastanza sulla formulazione che sarà presentata attraverso quella Commissione di cui ho parlato, che vi sarà proposta a luglio. I loro due mandati devono essere conformi, come stabiliremo nella Costituzione, a cinque anni ciascuno. Il congresso del partito manterrà le date. Fui eletto al 7.mo Congresso del partito fino al 2021, compirò 87 anni il 3 giugno, non dico di mandarmi un regalo, so che è difficile averlo qui, anche se modesto (Applausi). Avere un regalo qui, anche se modesto, è più difficile che trovare olio (Risate), cioè non mi mandano nulla.
Quando si adempiono i due mandati, se funziona bene, e si è approvati dal Comitato Centrale del nostro partito e dall’organo supremo del potere statale, che è questa Assemblea di cui facciamo parte, deve rimanere. La stessa cosa che facciamo ora, deve tenerlo col suo sostituto. Finendo i 10 anni da Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, nei tre che restano, fino al Congresso, rimane Primo Segretario per consentire il transito sicuro e garantire il passaggio al sostituto, finché non si ritirerà per occuparsi dei nipoti che avrà già, se non ne ha ancora uno, hai già dei nipoti? Bene, ai pronipoti, come me, ne ho tre e uno è in strada (Risate). Questo è quello che pensiamo. Naturalmente, gli organi superiori del Partito e dello Stato decideranno, prenderanno la decisione finale in queste attività che ho menzionato.
Viviamo in un posto e in un tempo in cui non possiamo commettere errori. Sono uno di quelli che legge e studia, quando il tempo lo permette, tutto ciò che mi fu affidato dai pessimi eventi storici accaduti nella storia recente, a livello internazionale, nei Paesi, e non possiamo commettere errori, non solo per la posizione geografica in cui ci troviamo, o qualsiasi altra ragione; ci sono errori che non possiamo commettere, come quelli che mettono fine a processi molto importanti per l’umanità e le cui conseguenze furono scontate da molti Paesi; le conseguenze dello squilibrio internazionale creato, che molti Paesi hanno subito, continuiamo a pagarla, come il nostro. Mi capite bene? (Rispondono: “Sì!”). Il compagno Díaz-Canel non è un improvvisato, nel corso degli anni ha mostrato maturità, capacità di lavoro, forza ideologica, sensibilità politica, impegno e lealtà nei confronti della Rivoluzione. La sua ascesa ai vertici dello Stato e alla responsabilità governativa della nazione non è il risultato del caso o della fretta. Nella sua progressiva promozione a posizioni più alte, come ho già detto, con altri casi di giovani leader, non abbiamo commesso l’errore di accelerare il processo, ma ciò è stato assicurato con intento e lungimiranza sul transito attraverso diverse responsabilità di partito e governative, in modo da acquisire una preparazione globale che, insieme alle qualità personali, gli consentirà di assumere con successo la guida del nostro Stato e del governo, e in seguito la massima responsabilità nel Partito.

Da parte sua, il compagno Valdés Mesa ha una vasta carriera al servizio della rivoluzione, il cui trionfo lo sorprese operaio agricolo in una fattoria nella regione di Amancio Rodríguez, che allora apparteneva alla provincia di Camagüey. Nel 1961 si unì alle milizie nazionali rivoluzionarie, partecipò alla campagna di alfabetizzazione e lavorò nell’associazione dei giovani ribelli, diventandone segretario generale nella suddetta regione. Quando l’Unione dei Giovani Comunisti fu costituita, fu eletto Segretario Generale in quell’istanza e partecipò come delegato al Primo Congresso di questa organizzazione. Successivamente partecipò alla costruzione del Partito Unito della Rivoluzione Socialista di Cuba in varie regioni di Camagüey, e ricoprì incarichi direttivi a livello comunale e nel Comitato Provinciale del Partito, da dove andò come quadro professionale al lavoro sindacale, gradualmente salendo tra gli altri, alla responsabilità di secondo segretario della Central de Trabajadores de Cuba, CTC, e segretario generale dell’Unione nazionale dei lavoratori agricoli e forestali. Nel 1995 fu nominato Ministro del lavoro e della sicurezza sociale, e quattro anni dopo promosso Primo segretario del Comitato provinciale del Partito a Camagüey. Nel XIX Congresso della CTC, tenutosi nel 2006, fu eletto Segretario generale, una condizione che mantenne fino al 2013 quando fu eletto Vicepresidente del Consiglio di Stato. Senza smettere di lavorare, si laureò nel 1983 come agronomo presso l’Istituto Superiore di Scienze Agrarie di Ciego de Ávila. È membro del Comitato centrale del Partito dal 1991 e del suo Ufficio Politico da 10 anni. Allo stesso modo, penso che sia giusto distinguere l’atteggiamento disinteressato del compagno José Ramón Machado Ventura, che di nuovo su sua iniziativa. e lo ripeto perché l’aveva già fatto, proprio così che Díaz-Canel potesse occupare la posizione che aveva come Primo Vicepresidente del Consiglio di Stato, offrendo la sua posizione di Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri per far posto alla nuova generazione. Machado, che ha più di 60 anni di lotta rivoluzionaria dalla Sierra Maestra e dal secondo Fronte orientale di Frank País, uno dei fondatori, è un esempio di modestia, onestà e dedizione illimitata al lavoro, sebbene sia un un po’ irascibile, come molti di voi sanno. D’ora in poi, concentrerà gli sforzi sul lavoro del partito, come secondo segretario del Comitato centrale.
Menzione speciale merita la compagna Mercedes López Acea, membro dell’Ufficio Politico, liberata dalla posizione di Vicepresidente del Consiglio di Stato ieri pomeriggio, dopo oltre otto anni di lavoro encomiabile e molto difficile di Prima Segretaria del Partito in questo complicata Capitale, un compito logicamente più complesso, proprio perché è capitale del Paese, e presto assumerà nuove responsabilità nel Comitato centrale del partito (Applausi). La composizione del Consiglio di Stato eletto oggi dall’Assemblea nazionale riflette un rinnovo del 42%. Cresce anche la rappresentanza femminile fino al 48,4%. Cresce Teresa, eh? Ma ora dobbiamo continuare, come dici tu, per le posizioni decisionali, non solo sui numeri (Applausi). Cresce, beh, quella delle donne al 48,4%, e quella dei neri e dei meticci raggiunge il 45,2%. E così su un problema come l’altro non si dovrebbe tornare indietro di un millimetro, perché ci sono voluti molti anni, dal trionfo della Rivoluzione, a cominciare da Fidel, che iniziò con queste idee d’uguaglianza delle donne e contro la volontà di molti vecchi guerriglieri della Sierra Maestra, e non c’erano armi in eccesso, al contrario, formarono un plotone chiamato Mariana Grajales (Applausi), e qui c’è anche una deputata, Teté Puebla Viltres, che fu uno degli ufficiali di quel plotone. Questo è costato molto lavoro, non fu facile, e abbiamo ancora la battaglia delle proporzioni negli aspetti non solo numerici, come ho detto, ma qualitativi, nei posti decisionali. Donne e neri, soprattutto, sono stati preparati nel Paese, questo è un esempio, vediamo il dossier di ognuno di loro; ma costa lavoro, ecco perché insisto: non un passo indietro! E ora ci mancano le posizioni decisionali, non perché tali o simili, ma per la loro qualità, la loro preparazione. Io stesso ho sbagliato con alcune designazioni per raggiungere l’obiettivo, senza soddisfare tutte le condizioni indicate, e ho dovuto, naturalmente, rettificare più tardi. Ma lo richiamo all’attenzione perché è un argomento che non possiamo lasciare alla spontaneità. Cosa dicono i giornalisti? Non è vero? (Applausi.)
L’età media del Consiglio di Stato è diminuita a 54 anni e il 77,4% è nato dopo il trionfo della Rivoluzione. Gli anni sono passati e non ce ne rendiamo conto, ma sono passati. Tre donne sono state elette vicepresidenti del Consiglio di Stato, due delle quali nere, e non solo perché nere, ma per le loro virtù e qualità, ulteriore dimostrazione del rispetto degli accordi decisi dai Congressi del Partito e dalla sua Prima Conferenza Nazionale nel 2012 sulla politica dei quadri. Questo è anche evidente nel fatto che più della metà dei deputati dell’Assemblea nazionale, il 53,22%, sono donne e la rappresentazione di neri e meticci ha raggiunto il 40,49%, e questa è la strada da percorrere. Vedete che ci sono già alcune compagne e compagni, ancora pochi, neri come oratori, sia in televisione che alla radio, non vedete che alcuni di loro già appaiono? Non è stato facile, io stesso ho dato istruzioni concrete ai responsabili delle organizzazioni radiotelevisive, e ho detto: fatelo senza intaccare nessuno, ma risolvetelo lentamente. Hanno fatto alcuni passi, ma non abbastanza dal mio punto di vista; Continuano mentre vanno, non così lentamente, ma continuano a muoversi con cautela in modo che nessuno affermi di essere stato colpito perché hanno messo qui un meticcio o un nero. Fortunatamente appare anche la parte meteo a un grande nero, che tiene le mani così, non so perché non gli diano un puntatore per segnare (Applausi), perché non sa cosa fare con le sue mani e le mette così (Mostra), e ha una mappa là dove si riflette la situazione, con un puntatore che può estrarre. E uno degli sport, grazie al cielo a volte appare sui notiziari stellari, e non è stato portato via da nessuno. Voglio dire, vi mostro che le cose devono essere pensate, per non dire e per la bontà di Dio, l’hanno soddisfatta o non l’hanno fatto, insistendo, cercando nuovi metodi, evitando di fare errori in modo che non ci criticassero in tali nobili obiettivi, e pensare una volta e ripensare a un’altra soluzione quando non possiamo risolvere i problemi. È questo il caso o no? (Dicono: “Sì!”) Questo è il motivo per cui prendo e lascio il testo attentamente elaborato per un’occasione così importante, per riflettere su quelle esperienze, molto utili, ed da anni che si vede, analizzando.
E quel dettaglio che vi ho detto sulle donne e sulla questione razziale che solleviamo spesso’… Non è un peccato ricordare, come ho talvolta affermato in alcune discussioni particolari, intendo in riunioni non ufficiali. Sono nato in campagna, a Birán, che ora è Cueto, anche se ero un Mayaricero, ora sono un cuetense e un holguin, ma studiai a Santiago, il che mi portò molto, naturalmente. E ricordo, quando ero studente, e prima del trionfo della Rivoluzione, nel caso in cui lo già dimenticassimo, c’erano solo tre posti, l’Avana, non dico L’Avana, ricordo la dimensione originale che aveva prima dell’attuale divisione politica-amministrativo, dico Havana, Santiago de Cuba e Guantanamo, mi riferisco alla città, dove prima non c’era la televisione, c’era la radio già da quando avevo la ragione, ma non la televisione, e nelle piccole, diverse città, a volte era nella sede municipale, c’era sempre il parco centrale, diciamo, la prima cosa che fecero i pianificatori spagnoli. Gli anziani qui non si ricordano di domeniche, in alcuni di quei luoghi, quando la banda musicale municipale, dove esisteva, suonava di notte? E poi vidi coppie di innamorati, o innamorati, o amici bianchi che camminano nel parco e neri e meticci nel parco, ma fuori dalla recinzione. Era così o no? So che ci sono molti giovani qui. Lo sapevate? Ciò durò fino a quando Fidel ha pronunciato il primo discorso, credo che a gennaio o febbraio 1959. Ma le radici erano ancora attive, un Paese che va onorato nella composizione etnica del suo popolo, emersa nella lotta, nel crogiolo delle nostre guerre d’indipendenza, dove nel 1868, quasi 150 anni ad ottobre, sapete chi erano i capi principali, erano latifondisti, persino schiavisti, che iniziarono dando la libertà ai loro schiavi, e quando quella guerra, con l’accordo del famoso Patto di Zanjón, che fu messo in ombra, meno male, da Antonio Maceo e dai suoi ufficiali nella protesta di Baraguá, la gloriosa protesta di Baraguá, quando fu raggiunto quel patto e la grande maggioranza dei capi erano neri, e all’inizio della necessaria guerra di Marti nel 1895, furono loro a guidarla fondamentalmente.
Poi venne quello che sappiamo dalla storia, la partecipazione statunitense negli ultimi giorni della guerra, quando la Spagna era già completamente sconfitta, con decine di migliaia di soldati spagnoli, persino ricoverati in ospedale, decine di migliaia, alcuni per ferite di guerra, la maggior parte di loro a causa di malattie tropicali, a cui i soldati spagnoli non erano abituati, tra cui mio padre, che fu evacuato, passò la guerra tra Júcaro a Morón, e poco dopo la fine della guerra, cioè da Cienfuegos, tornò l’anno successivo. Sono contento che sia venuto, tornato, e se non veniva, ne veniva un altro, perché si era innamorato di Cuba. E come ho detto una volta a un politico spagnolo, aggiungendo questo, fui contento, perché altrimenti sarei stato un galiziano o un vecchio galiziano e membro di quel partito. Ma poi quando gli statunitensi sbarcarono a est di Santiago de Cuba, senza alcun ostacolo, perché protetti dall’Esercito di Liberazione, la moderna flotta statunitense, con un tiro al bersaglio, affondò la flotta spagnola, concentrata a Santiago de Cuba, nella baia; smantellarono l’artiglieria a difese della città, ma da Madrid arrivò l’ordine di riposizionarla ed uscirono per combattere la flotta statunitense, senza sapere cosa gli ordinassero da Madrid: affrontare una flotta moderna e andarsene uno per uno a causa delle caratteristiche della baia di Santiago, che è un’insenatura, come la maggior parte delle baie cubane, con l’eccezione di Playa Girón e Matanzas, a nord. E l’ammiraglio Cervera, capo della flotta dell’Atlantico spagnola, ordinò ai suoi ufficiali di vestirsi, e alcuni dissero: Ammiraglio, ma se vogliamo combattere. E lui gli disse: In effetti, per questo, è l’ultima battaglia. E così fu, un tiro al bersaglio uno per uno. Due scontri di terra di una certa importanza furono combattuti a El Viso, dove il generale spagnolo Vara del Rey, che lo difendeva, morì combattendo, e la cattura di Loma de San Juan, praticamente già inghiottito dalla città. E venne quello che io chiamo peccato originale: le truppe vittoriose di entrambi gli eserciti stavano per entrare a Santiago de Cuba, ma il generale statunitense che era alla testa delle sue truppe proibì ai cubani di parteciparvi. Era Calixto Garcia era lì, o vicino. A loro fu impedito con il pretesto di evitare rappresaglie, quando in realtà l’Esercito di Liberazione, catturando prigionieri, era interessato ai fucili, e alcuni si unirono persino alle nostre truppe liberatrici. E un errore peggiore, che si può dire sia il peccato originale di ciò che venne dopo, fu quando arrivati alla sede del governo nella città, ammainarono la bandiera spagnola e issarono solo quella statunitense. Ciò già indicava cosa sarebbe successo in questo paese fino all’arrivo di Fidel. Fu discusso a Parigi, nella Reggia di Versailles, alla periferia di quella capitale francese, naturalmente, spagnoli e statunitensi, “i cubani non hanno bisogno di partecipare”. Allora quell’uguaglianza fu raggiunta nel bel crogiolo che era il nostro Esercito di Liberazione in quel momento ..
C’era già la discriminazione, si andava in un zuccherificio, anche se era modesto, c’era il club di funzionari statunitensi e cubani bianchi, diciamo, che lavoravano in qualche ufficio o avevano delle responsabilità, erano loro a recarsi al club e gli altri in caserma. La loro influenza, l’Emendamento Platt, durò fino alla Rivoluzione del ’33, ma altri accordi presi ci riportarono sotto il giogo fino al primo gennaio 1959. Quel bel melting pot della nostra nazionalità, ora riusciamo a ricostruirlo, non nei primi momenti, capite cosa dico e cosa intendo? (Dicono di sì.) Era così o no? Chiedo ai più grandi. Dovrò girarmi qui, dove ci sono già alcuni anziani (risate). Guillermo García, a El Plátano non esisteva una cosa del genere, la povertà li univa tutti. Perdonatemi per essere uscito dal testo, ma a parte la modestia, penso di arricchirlo (Applausi), la stampa che pubblica ciò che vuole, il testo scritto, ma si può parlare di ciò di cui parlo qui perché, naturalmente, viene trasmesso. Cioè, mi sono fermato a questo punto, che quando questo materiale veniva scritto, naturalmente non ci pensavamo, ci pensai dopo meditando, vedendo i risultati e la composizione di questa nuova Assemblea.

Ritornando al tema, sono stati ratificati i membri, due di loro donne, della Presidenza dell’Assemblea nazionale del Potere popolare, guidati dall’amato compagno Esteban Lazo Hernández. Allo stesso modo, su proposta del Presidente Diaz-Canel, il Parlamento cubano ha approvato, in conformità con le disposizioni dell’articolo 75 della Costituzione, di rinviare la presentazione del Consiglio dei Ministri per avere il tempo di valutare i movimenti di ognuno, in modo che possano preparare gli argomenti e quindi prendere la relativa decisione, la proposta da portare all’Assemblea di luglio, come abbiamo detto. Per quanto mi riguarda, continuerò a ricoprire la carica di Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito, nel mio secondo e ultimo mandato, che scade ne 2021 all’VIII Congresso e concludere il processo di trasferimento graduale e ordinato delle principali responsabilità alle nuove generazioni. Da quel momento, se la mia salute lo permetterà, sarò un altro soldato, vicino al popolo, a difendere questa rivoluzione (Applausi). In modo che non vi siano dubbi, desidero sottolineare che il Partito Comunista di Cuba, a partire dal Primo Segretario del suo Comitato Centrale, sosterrà risolutamente il nuovo Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri nell’esercizio dei poteri costituzionali, contribuendo a salvaguardare la nostra arma più importante: l’unità di tutti i rivoluzionari e del popolo. Non può essere altrimenti. Quelli di noi che hanno avuto il privilegio di combattere la tirannia sotto il comando di Fidel dalla Moncada, Granma, esercito ribelle, lotta clandestina fino ad oggi, sentiamo, insieme all’eroico popolo di Cuba, profonda soddisfazione per il lavoro consolidato della Rivoluzione, il lavoro più bello che abbiamo fatto e siamo colti dalla legittima felicità e serena fiducia nel vedere coi nostri occhi il trasferimento alle nuove generazioni della missione per continuare la costruzione del socialismo e garantire così indipendenza e sovranità nazionale.
Già il 4 aprile 1962, al termine del primo congresso dell’Associazione dei giovani ribelli, il compagno Fidel affermò: “Credere nei giovani è vedere in loro, oltre all’entusiasmo, l’abilità; oltre all’energia, responsabilità; oltre a giovinezza, purezza, eroismo, carattere, volontà, amore per il Paese, fede nella patria! Amore per la rivoluzione, fede nella rivoluzione, fiducia in se stessi, profonda convinzione che i giovani possano, che i giovani siano capaci, profonda convinzione che grandi compiti possano essere posti sulle spalle della gioventù!” Guardate che concetto ampio di giovinezza e sua capacità di agire. Così è stato e sarà e non per diletto in una delle scommesse dei nemici permanenti della Rivoluzione di penetrare, confondere, dividere e alienare i nostri giovani combattivi da ideali, storia, cultura e lavoro rivoluzionario, seminando individualismo, avidità, mercificazione dei sentimenti, inducendo al pessimismo, ignorando l’etica e i valori umanisti, la solidarietà e il senso del dovere. Questi piani sono condannati al fallimento, perché nel corso della storia, nel presente e nel futuro, i giovani cubani sono stati protagonisti della difesa della loro rivoluzione socialista. Prova di ciò è che l’87,8% dei deputati di questa Assemblea è nato dopo il 1° gennaio 1959. I giovani cubani hanno dimostrato quanto fosse giusto Fidel quando gli parlò nel 1962. Oggi ratifichiamo questa fiducia, fiduciosi che saranno zelanti custodi dei precetti contenuti nella brillante definizione del concetto di rivoluzione del comandante in capo.
Spetta al Partito, allo Stato e al governo soddisfare e attuare la politica intenzionalmente e con la dovuta gradualità promuovendo giovani, donne, neri e meticci nelle posizioni decisionali, in modo che la creazione del cantiere dei leader della nazione in futuro, senza ripetere gli errori costosi che abbiamo commesso in questo problema strategico. Nella V sessione plenaria del Comitato Centrale tenutasi il 23 e 24 marzo, abbiamo analizzato lo stato dell’aggiornamento del modello economico e sociale cubano, un processo iniziato nel 2011, in conformità con gli accordi del VI Congresso del Partito. In precedenza, in due occasioni, anche l’Ufficio politico aveva esaminato la questione. Nonostante l’esecuzione, che non ne è lontana, abbiamo pensato che a questo punto, quando abbiamo approvato o fatto le prime decisioni nel VI Congresso del Partito, e nei successivi incontri di questo tipo, che avremmo dovuto avanzare di più di quanto già fatto, se non avessimo risolto tutti i problemi, ben organizzato tutto, ben pianificato attuato con diversi gradi di sviluppo. Avremmo già la nuova Costituzione, già rinviata per le stesse ragioni, poiché questi problemi principali non sono stati risolti; ma, certamente, non è stato possibile garantire la partecipazione di organizzazioni ed entità in modo tale che dalla base potessero guidare, addestrare e controllare l’adeguata attuazione delle politiche approvate. Quando ho visto le prime difficoltà che abbiamo affrontato, espressi qui, penso in una sintesi per una sessione del Parlamento, che sia “senza fretta, ma continua”, perché la fretta ha comportato anche a gravi errori. Non abbiamo mai avuto illusioni che sarebbe stato un percorso breve e facile. Sapevamo che iniziavamo un processo di enorme complessità, dovuto alla sua portata, che comprendeva tutti gli elementi della società, che richiedeva il superamento del colossale ostacolo di una mentalità basata su decenni di paternalismo ed egualitarismo, con conseguenze significative per il funzionamento dell’economia. Nazionale. A ciò si aggiungeva il desiderio di muoversi più velocemente rispetto alla capacità di fare bene le cose, lasciando spazio ad improvvisazione ed ingegno, a causa della insufficiente completezza, valutazione incompleta di costi e benefici, e della visione limitata dei rischi associati all’applicazione di diverse misure che, inoltre, non avevano guida, controllo e seguito necessari, determinando ritardi e passività nella correzione tempestiva delle deviazioni presentate.
Credo che abbiamo appreso lezioni importanti dagli errori commessi nel passato, e l’esperienza accumulata ci consentirà di continuare a fare passi più sicuri e saldi, con piedi e orecchie ben aderenti al terreno e quindi evitare inconvenienti scomodi. Non abbiamo rinunciato a perseguire l’espansione del lavoro autonomo, ho fatto riferimento a questo in vari discorsi in questo Parlamento, costituendo un’alternativa di lavoro nel quadro della legislazione attuale e che, lungi dal significare un processo di privatizzazione neoliberale della proprietà sociale, consentirà allo Stato di cedere l’amministrazione delle attività non strategiche per lo sviluppo del Paese. Proseguirà anche l’esperimento delle cooperative non agricole. In entrambe le direzioni sono stati raggiunti risultati non trascurabili, ma è anche vero che sono stati evidenziati errori nella loro attenzione, controllo e seguito, che hanno favorito l’emergere di non poche manifestazioni di indisciplina, evasione degli obblighi fiscali, in un Paese in cui, inoltre, le tasse erano pagate a malapena prima delle misure che stiamo applicando, illegalità e violazioni delle regole, per arricchimento personale accelerato, non affrontate in modo tempestivo portando alla necessità di modificare diversi regolamenti in materia. Allo stesso tempo, la premessa inevitabile che nessun cittadino sia lasciato senza protezione e che il processo di cambiamento del modello economico e sociale cubano, in qualsiasi circostanza, non significa applicare terapie d’urto contro i più bisognosi che, in generale, sostengono più fortemente la rivoluzione socialista, a differenza di molti Paesi, in gran parte condizionati dal ritmo delle trasformazioni in questioni trascendentali, come la soluzione della dualità monetaria e dello scambio, che continuano a darci seri grattacapi facendo sorgere nuovi problemi. Si potrebbe anche menzionare, ad esempio, le riforme salariali e pensionistiche, nonché la soppressione di indebite gratifiche e sovvenzioni generalizzate per prodotti e servizi, anziché persone senz’altro sostegno. Inoltre, mancava una politica adeguata e sistematica di comunicazione sociale sui cambiamenti introdotti, al fine di arrivare tempestivamente fino all’ultimo cittadino con spiegazioni chiare e comprensibili, perché questi aspetti sono piuttosto difficili da comprendere, in alcuni aspetti, evitando equivoci e lacune informative in questioni così complesse.
A ciò si aggiungono le difficili circostanze in cui l’economia nazionale deve essere guidata in questi anni, in cui il blocco economico degli Stati Uniti e l’incessante persecuzione delle transazioni finanziarie del Paese si sono intensificati, limitando l’accesso ai crediti di sviluppo, oltre a ostacolare gli investimenti stranieri, tanto necessari. Non va trascurato il notevole danno causato dai persistenti periodi di siccità come negli ultimi tre anni e gli uragani sempre più distruttivi e frequenti che colpiscono l’intero territorio nazionale. D’altra parte, i risultati raggiunti nel paziente e laborioso processo di riordino del debito estero coi principali creditori sono innegabili, il che libera i presenti, e in particolare le generazioni future, dal formidabile onere degli obblighi che gravano sul futuro della nazione, come una spada di Damocle, anche se non l’unica. In queste attività, l’attuale Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia, il compagno Cabrisas (Applausi), ha avuto una presenza molto prominente, e non solo in questo, principale, ma in altri lavori simili relativi ai debiti. Tuttavia, dobbiamo stare attenti, perché sappiamo solo come chiedere e poco come razionalizzare, e io sono quello che autorizza ad usare le riserve, e so molto bene di cosa parlo, e i prestiti della riserva, e c’è stato un momento in che fu consumata da violazioni, ignoranza, per esempio, delle riserve mobili del Paese, e le abbiamo sostituiti tutti. Mi riferisco al carburante, usato senza autorizzazione a causa di equivoci nel visionare documenti originali delle disposizioni esistenti. Molte volte quando chiedo una prenotazione per qualsiasi prodotto, e cerco di discutere con domande molto semplici: “Ci vogliono così tante tonnellate di carburante per quel giorno.” “Motivo?” E mi diedero una ragione che ovviamente non era giusta, non era reale, anche se poteva avere del senso… “Se non lo fai…” Dissi: “Non puoi dare quella quantità, perché ogni giorno si hanno necessità ovunque”. “Beh, gli ospedali ne saranno influenzati”. E lì risposo con più forza, in termini che non ripeterei qui, se non come severo avvertimento: “Non cercare di ingannarmi con tali assurdità”. Gli ospedali interessati ci obbligherebbero a prenderne… Tuttavia, paghiamo metà di quel carburante che va restituito nei termini che abbiamo stabilito. Cito solo quell’esempio, la realt di cui il Consiglio dei Ministri sa particolarmente.
Con uno sforzo persistente e prolungato si è deciso a negoziare tutti questi debiti, alcune riduzioni furono raggiunte nei termini più confortevoli, potendo soddisfare gli impegno e soprattutto il prestigio creditizio del governo, e tale grande compito, a volte impercettibile, è stato appena completato. Ritorniamo ad obbligo e conseguenze da trarre, non come prima, e alle difficoltà che ciò comporta nella pianificazione, e parlando di pianificazione, dobbiamo pianificare meglio e sapere come smaltire ciò che abbiamo, e vedere come risolviamo, ma senza improvvisazione tipo: pane oggi, fame domani. Questo non è la nostra via, è il realismo. Parliamo della spada di Damocle. Questa Rivoluzione ha sempre vissuto con una spada di Damocle sulla testa, dalle origini diverse. Ricordo il periodo speciale, quando Diaz-Canel, ho detto, era al culmine quando assunse la guida del Partito a Santa Clara. A quel punto dovevi indossare una maschera per l’ossigeno, il boccaglio usato dai pescatori subacquei, a volte dovevi indossarlo perché l’acqua era sopra i baffi e altre volte sopra il naso, e a volte copriva gli occhi e dovevi metti il boccaglio, ma resistere ed è per questo che ne parliamo oggi qui (Applausi), e rompendo il pessimismo che di solito prospera in chi ha scarsa volontà quando sorgono problemi. Non è la prima volta, problemi emersero nel periodo speciale, e nel 993, 1994, iniziati nel 1990 praticamente, e poi emerse lo slogan, pronunciato, penso all’Isola della Gioventù, il 26 luglio “Sì, puoi”; Ma per poter analizzare ogni problema con obiettività, ogni passo fatto senza farsi illusioni, senza ingannarsi.

Ora con la situazione attuale del vicino che abbiamo, ricordiamo ancora una volta la Dottrina Monroe. Hanno già visto quello che Bruno disse al vicepresidente degli Stati Uniti, l’altro giorno, che non capendo se ne andò. Ve lo dirò dopo. Non possiamo permetterci di cadere nuovamente nella spirale dell’indebitamento, e per evitare ciò dobbiamo applicare il principio di non assumerci impegni che non possiamo onorare puntualmente entro i termini concordati. Le attuali tensioni nelle nostre finanze estere sono un avvertimento in tal senso, nel quale mi sono dilungato; non vi è altra alternativa che pianificare bene e in modo sicuro, risparmiare ed eliminare tutte le spese non essenziali, ancora sufficienti, garantirsi che si abbiano i ricavi attesi, che consentano di adempiere agli obblighi concordati e, allo stesso tempo, garantire le risorse da investire nello sviluppo dei settori prioritari dell’economia nazionale. Non siamo in una situazione estrema e drammatica, come quella che il popolo cubano seppe superare sotto la guida del Partito e di Fidel,nei primi anni ’90, una fase nota come periodo speciale. Lo scenario è ora molto diverso, abbiamo solide fondamenta in modo che tali circostanze non si ripetano. La nostra economia si è in qualche modo diversificata e cresce, tuttavia, il dovere dei rivoluzionari è prepararsi con audacia e intelligenza al peggio, non al più comodo, con l’ottimismo permanente e totale fiducia nella vittoria. Oggi ricordiamo sempre il comportamento incrollabile a difesa dell’unità e della resistenza, non c’è altra soluzione. Come detto nei giorni scorsi, durante il V Plenum del Comitato Centrale del Partito, fu fornita una spiegazione sugli studi sulla necessità di riformare la Costituzione, in accordo con le trasformazioni che hanno avuto luogo nell’ordine politico, economico e sociale. Per portare a termine questo processo, questa Assemblea deve approvare nella prossima sessione ordinaria una commissione composta da deputati incaricati di preparare e presentare il progetto che il Parlamento discuterà, per sottoporlo poi a consultazione popolare e infine, in conformità con quanto stabilito nella Costituzione, approvare il testo finale con un referendum. È la propizia occasione per chiarire, ancora una volta, che non intendiamo modificare il carattere irrevocabile del socialismo nel nostro sistema politico e sociale, né il ruolo guida del Partito Comunista di Cuba, come avanguardia organizzata e forza dirigente della società e dello Stato, come stabilito nell’articolo 5 dell’attuale Costituzione, e che nel prossimo difenderemo mantenendo lo stesso articolo.
Passando alle questioni di politica estera, non posso smettere di riferirmi all’VIII Vertice delle Americhe, recentemente tenutosi in Perù, segnato, mesi prima, dal rinnovato atteggiamento neocoloniale ed egemonico del governo degli Stati Uniti, il cui impegno alla Dottrina Monroe è chiaramente ratificato. L’espressione più famigerata si manifestò nell’esclusione arbitraria e ingiusta del Venezuela dall’evento. Si sapeva che il governo degli Stati Uniti intendeva organizzare uno spettacolo propagandistico contro la rivoluzione cubana, facendo uso dei resti della controrivoluzione mercenaria. Cuba è andata a Lima a pieno titolo e a testa alta. Dimostrando volontà di dialogare e dibattere in ogni scenario, in condizioni di uguaglianza e rispetto. Allo stesso tempo, confermava la determinazione dei cubani a difendere i propri principi, valori e spazio legittimo. La delegazione cubana, la delegazione boliviana e di altri Paesi hanno impedito un fronte unito contro la rivoluzione bolivariana e ribadito la richiesta di un nuovo sistema di relazioni tra le due Americhe. Gli interventi del nostro Ministro degli Esteri, Bruno Rodriguez Parrilla, a nome del governo cubano, con linguaggio schietto, idee chiare e fermezza, sono stati una risposta clamorosa agli insulti e agli errori del discorso antiquato e interventista del Vicepresidente nordamericano presente. I membri della società civile del nostro Paese hanno intrapreso una battaglia contro l’esclusione neo-coloniale protetta dall’OSA e difeso vigorosamente il riconoscimento da autentici rappresentanti del popolo cubano. Hanno alzato la voce per Cuba e per i popoli della nostra America. La provocazione fu sconfitta. Colgo l’occasione, a nome di questo popolo eroico, di ribadire le congratulazioni a tutti i membri della delegazione cubana che parteciparono a questo evento. I Paesi della nostra America non potranno affrontare le nuove sfide senza avanzare verso l’unità nella diversità per esercitare i nostri diritti, incluso l’adozione del sistema politico, economico, sociale e culturale che i nostri popoli decidono, secondo la Proclamazione d’America e dei Caraibi come zona di pace, approvata nella nostra capitale, come sapete. Sottolineiamo anche l’impegno con l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America. Siamo la regione del mondo dalle maggiori disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza, il divario tra ricchi e poveri è enorme e cresce, la povertà aumenta nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi dieci anni, quando i governi progressisti e popolari cumularono risultati favorevoli in termini di giustizia sociale. Oggi intendono dividerci e distruggere la Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi; lo strumento politico nordamericano, da sempre screditato, l’OAS viene rispolverato e vengono creati gruppi di Paesi che, col pretesto di proteggere la democrazia, contribuiscono al perpetuarsi del dominio imperiale. L’aggressione alla Repubblica Bolivariana del Venezuela è attualmente l’elemento centrale degli sforzi dell’imperialismo per rovesciare i governi popolari nel continente, cancellare le conquiste sociali e liquidare i modelli progressisti e alternativi al capitalismo neoliberale che tentano d’imporre. Sottolineiamo la nostra piena solidarietà al Venezuela, al suo governo legittimo e all’unione civile-militare guidato dal Presidente Nicolás Maduro Moros, che conserva l’eredità del Presidente Hugo Chávez Frías. Ratifichiamo il sostegno agli altri popoli e governi che affrontano le pressioni dell’imperialismo per sovvertire le conquiste raggiunte, come in Bolivia e Nicaragua. Dopo il colpo di stato parlamentare contro la Presidentessa Dilma Rouseff in Brasile, l’arbitraria e ingiusta detenzione del compagno Lula è stata consumata, a cui rivendichiamo libertà, oggi sottoposto ad arresto politico per impedirgli di partecipare alle imminenti elezioni presidenziali e, secondo i sondaggi condotti da diversi istituzioni in Brasile, se oggi ci fossero le elezioni nessuno potrebbe battere Lula. Questo è il motivo per cui viene imprigionato, ecco perché la calunnia dell’accusa che l’ha portato in prigione. Ribadiamo il nostro sostegno al diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza del popolo di Porto Rico. Le nazioni dei Caraibi, in particolare Haiti, potranno sempre contare, come oggi, su solidarietà e collaborazione di Cuba.
Il 17 dicembre 2014, annunciammo, contemporaneamente all’allora Presidente Barack Obama, il ripristino delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. La soluzione di problemi bilaterali e persino la cooperazione in diversi aspetti di reciproco interesse sono iniziati, sotto il più stretto rispetto ed eguaglianza sovrana, ed è stato dimostrato che, nonostante le profonde differenze tra i governi, una convivenza civile era possibile e proficua. L’obiettivo strategico di battere la rivoluzione non si è fermato, ma il clima politico tra i due Paesi ha registrato un progresso indiscutibile che ha prodotto benefici per entrambi i popoli. Tuttavia, dall’avvento al potere dell’attuale presidente, c’è stata una battuta d’arresto deliberata nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti e nelle dichiarazioni di quel governo prevale un tono aggressivo e minaccioso. Ciò è stato evidenziato con particolare enfasi sull’insultante memorandum presidenziale del giugno 2017, preparato e pubblicato in collusione coi peggiori elementi dell’estrema destra anti-cubana della Florida del Sud, che traggono profitto dalla tensione tra i nostri Paesi. Il blocco economico s’è intensificato, la persecuzione finanziaria è stata rafforzata e l’occupazione di parte del territorio della provincia di Guantanamo continua, con una base militare e un centro internazionale di detenzione e tortura. I programmi di sovversione politica ricevono fondi milionari dal governo degli Stati Uniti. Persiste reclutamento e finanziamento di mercenari e trasmissioni radiotelevisive illegali. Con pretesto grossolano, la maggior parte dei diplomatici della nostra ambasciata a Washington fu espulsa arbitrariamente e il personale diplomatico degli Stati Uniti a L’Avana, compreso il consolato, è stato ridotto, con conseguente impatto sugli impegni migratori bilaterali e danni per migliaia di cubani che ne richiedono i servizi. Il sentimento della maggioranza dei cittadini statunitensi e nell’emigrazione cubana è contrario alla continuazione del blocco e favorevole al miglioramento delle relazioni bilaterali. Paradossalmente, individui e gruppi che oggi sembrano avere maggiore influenza sul presidente degli Stati Uniti sono a favore di un comportamento aggressivo e ostile contro Cuba. Affronteremo tutti i tentativi di manipolare la questione dei diritti umani e di diffamare il nostro Paese. Non dobbiamo prendere lezioni da nessuno, per non parlare del governo degli Stati Uniti. Abbiamo combattuto per quasi 150 anni per l’indipendenza nazionale e difeso la rivoluzione al prezzo di molto sangue e affrontando i peggiori rischi. Riaffermiamo oggi la convinzione che qualsiasi strategia volta a distruggere la Rivoluzione attraverso il confronto o la sedizione affronterà un rifiuto deciso del popolo cubano e fallirà. Viviamo sotto un ordine internazionale ingiusto ed esclusivo, in cui gli Stati Uniti cercano di preservare a tutti i costi il loro dominio assoluto di fronte alla tendenza mondiale verso un sistema multipolare. Con questo obiettivo provocano nuove guerre, anche non convenzionali, accentuano il pericolo di una conflagrazione nucleare, esacerbano l’uso della forza, le minacce di tale forza e l’applicazione indiscriminata di sanzioni unilaterali contro chi non si piega ai loro progetti; imponendo corsa agli armamenti, militarizzazione dello spazio e del cyberspazio e crescenti minacce a pace e sicurezza internazionali. L’espansione della NATO ai confini con la Russia provoca gravi pericoli, aggravati dall’imposizione di sanzioni arbitrarie, che noi rifiutiamo.
Gli Stati Uniti insistono su continue minacce e misure punitive, violazioni delle regole sul commercio internazionale contro Cina, ed anche Unione Europea, con cui abbiamo recentemente firmato un accordo di dialogo e cooperazione, contro i loro alleati. Le conseguenze saranno dannose per tutti, in particolare per le nazioni del sud. L’imperialismo USA crea conflitti che generano ondate di rifugiati, segue politiche repressive, razziste e discriminatorie contro i migranti; costruisce muri, militarizza i confini, rende ancora più dispendiosi e insostenibili i modelli di produzione e consumo e ostacola la cooperazione per affrontare il cambiamento climatico. Usa piattaforme tecnologiche transnazionali ed egemoniche per imporre un pensiero unico, manipolare il comportamento umano, invadere le nostre culture, cancellare la memoria storica e l’identità nazionale, oltre a controllare e corrompere i sistemi politici ed elettorali. Il 13 aprile, in violazione dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, Stati Uniti e alcuni loro alleati della NATO attaccavano la Siria senza dimostrare l’uso di armi chimiche da parte del governo di quel Paese. Sfortunatamente, tali azioni unilaterali sono una pratica inaccettabile, già provata da diversi Paesi della regione mediorientale e ripetutamente in Siria, meritando la condanna della comunità internazionale. Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo e al governo siriani. Non va dimenticato che nel marzo 2003, appena 15 anni fa, il presidente W. Bush invase l’Iraq col pretesto dell’esistenza di armi di distruzione di massa, la cui falsità fu nota pochi anni dopo. Cuba sostiene gli sforzi in difesa della pace, convinta che solo dialogo, negoziati e cooperazione internazionale consentiranno di trovare una soluzione ai gravi problemi del mondo.
Apprezziamo la solidarietà di tutti i Paesi, quasi senza eccezioni, nella nostra lotta al blocco economico, commerciale e finanziario. Le relazioni bilaterali con la Federazione russa sono aumentate sostanzialmente in tutti i settori, su base del reciproco vantaggio. Non saremo mai ingrati né dimenticheremo il sostegno ricevuto dai popoli che formavano l’ex-Unione Sovietica, in particolare il popolo russo, negli anni più difficili dopo il trionfo del nostro processo rivoluzionario. Allo stesso modo, i collegamenti con la Repubblica popolare cinese avanzano nelle questioni economiche, commerciali, politiche e di cooperazione, costituendo un importante contributo allo sviluppo della nostra nazione. Qualche settimana fa abbiamo ricevuto la visita del compagno Nguyen Phu Trong, Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam, altra dimostrazione dello sviluppo positivo dei legami che ci uniscono, permettendoci d’identificare nuove potenzialità. Le relazioni storiche coi Paesi dell’Africa, l’Unione africana e anche dell’Asia continuano la loro ascesa. Continueremo a difendere le legittime richieste dei Paesi del Sud, il loro diritto allo sviluppo e la democratizzazione delle relazioni internazionali. Tutte le giuste cause, specialmente quelle dei popoli palestinese e saharawi e la lotta per la giustizia sociale, avranno il sostegno del nostro popolo.
Il complesso scenario internazionale descritto conferma la piena validità di quanto espresso dal Comandante in Capo della Rivoluzione cubana nel suo Rapporto centrale al Primo Congresso del Partito, nel 1975: “Finché l’imperialismo esiste, Partito, Stato e Popolo presteranno servizio alla difesa con la massima attenzione. La guardia rivoluzionaria non sarà mai trascurata. La storia insegna troppo eloquentemente che chi dimentica questo principio non sopravvive all’errore“.

(Fonte: Resumen Latinoamericano)

Le Notizie di Prensa Latina dal 16 al 20 aprile

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Anticipata la sessione costitutiva del Parlamento cubano

16.4 – Il Consiglio di Stato di Cuba ha informato oggi che la sessione costitutiva della IX Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento) incomincerà il 18 aprile, un giorno prima di quanto annunciato in precedenza. In tal senso, ha precisato che il cambiamento cerca facilitare lo sviluppo dei passi che richiede una sessione di tale importanza. L’insediamento del nuovo Parlamento avrà luogo nel Palazzo delle Convenzioni di La Habana, sessione in cui i 605 deputati eletti l’11 marzo scorso giureranno sul loro incarico ed eleggeranno i 31 membri del Consiglio di Stato, i suoi presidente e vicepresidenti.

Cuba e Unione Africana rafforzano i legami

16.4 – Cuba e Unione Africana (UA) contano oggi su alcuni legami più rafforzati dopo la visita all’isola caraibica del vicepresidente della Commissione di questa struttura politica, Thomas Kwesi Quartey. Nel contesto della visita avvenuta la settimana scorsa, il vicepresidente cubano Salvatore Valdés ha ricevuto Kwesi, incontro nel quale hanno conversato sui legami di amicizia e di solidarietà esistenti tra Cuba e le nazioni africane. Da parte sua, Valdés ha ringraziò per la posizione dell’UA a beneficio della sospensione del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba da oltre mezzo secolo.

I cubani ricordano la proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione

16.4 – I cubani ricordano oggi il 57° anniversario della proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione, un fatto che ha segnato senza dubbio la strada da seguire nella costruzione di un processo sociale basato sull’umanità e sull’equità. Un giorno come oggi del 1961 il Comandante in Jefe Fidel Castro aveva parlato a un popolo riunito nel centrico incrocio tra la 23 e la 12 nel quartiere Vedado della capitale. Non era stato un discorso, ma era stato un tributo e contemporaneamente un impegno con le vittime del crudele bombardamento perpetrato il giorno prima da aerei nordamericani contro le basi aeree di Ciudad Libertad, di San Antonio de los Baños e di Santiago de Cuba.

Una grottesca montatura contro i leader latinoamericani fallisce in Perù

16.4 – Una grottesca protesta di elementi di origine cubana contro i leader di Cuba e del Venezuela, è fallita sonoramente ieri a Lima di fronte al rifiuto indignato dei peruviani alla grossolana e fallita operazione propagandistica. La montatura è stata di liberare nella piazza San Martin del centro tre porci, comprati, secondo fonti fidate, in una fattoria di maiali di Lurín, a sud di Lima, dipinti con i nomi dei Presidenti di Cuba e del Venezuela. Quando Danilo Maldonado Machado, un cubano che usa l’alias di “El Sexto”, si è presentato come artista plastico e autore della protesta e tentava un discorso politico, gli abitanti di Lima presenti lo hanno contestato per aver attaccato il proprio paese e per utilizzare i poveri maiali che grugnivano spaventati per il rumore delle auto e per la folla.

La Fiera del Libro chiude le sue porte nell’estremo oriente cubano

16.4 – Il capitolo guantanamero della 27° edizione della Fiera Internazionale del Libro si è concluso ieri dopo quattro giorni di festività che hanno permesso a ragazzi e adulti di immergersi nel mondo della letteratura. La presenza nel territorio del Ministro della Cultura, Abel Prieto, del Presidente dell’Istituto del Libro, Juan Rodríguez, della Casa Editrice Boloña e dell’Ufficio dello Storiografo di La Habana, ha dato prestigio all’appuntamento nella più orientale delle province cubane. Titoli di gran richiesta come il “Diario perso di Carlos Manuel de Céspedes, della casa editrice Hasta Siempre Fidel, di La Habana, della giornalista Rosa Miriam Elizalde, tra gli altri, sono stati presentati durante questi giorni, che sono stati contraddistinti inoltre da attività culturali collaterali per il piacere di tutta la popolazione.

Come si elegge a Cuba la massima direzione del paese?

17.4 – Questo mercoledì si costituirà a Cuba la IX Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento), a partire dalle elezioni dirette che sono già avvenute in novembre e in marzo. Su quello che succederà domani, l’insegnante della Facoltà di Diritto dell’Università di La Habana Lisandra Esquivel ha spiegato a Prensa Latina ogni passo della giornata. Una volta costituita la IX Legislatura, la Commissione di Candidature farà conoscere i nomi proposti a dirigere detta istanza. Dopo aver realizzato questo passaggio, si eleggerà il Consiglio di Stato, ente che rappresenta il Parlamento tra i periodi di sessioni, e le proposte per questi incarichi sorgono allo stesso modo dalla Commissione di Candidature, organismo riconosciuto nella Costituzione e nella Legge Elettorale. In questo momento esiste la possibilità dei deputati di cambiare o meno queste proposte, e poi si approvano in maniera visibile le candidature che saranno sottoposte a votazione.

Cuba difende all’ONU il diritto dei popoli indigeni alle loro terre

17.4 – La rappresentante permanente di Cuba presso le Nazioni Unite, Anayansi Rodríguez, ha espresso oggi preoccupazione per come si usano gli interessi politici o economici per giustificare la privazione del diritto dei popoli indigeni ai loro territori e alle risorse tradizionali. Così è scritto in una relazione presentata nel Forum Permanente delle Nazioni Unite per le Questioni Indigene e citato dall’Ambasciatrice cubana nel suo intervento nell’incontro. Gli ostacoli per accedere a terre e a risorse impedisce ai gruppi originari di esercitare il loro diritto allo sviluppo e genera situazioni di emarginazione e di discriminazione, oltre a imporre barriere giuridiche e amministrative al riconoscimento dei loro diritti collettivi, ha denunciato. Per armonizzare le priorità nazionali con i diritti collettivi dei popoli indigeni ai loro territori, è necessario che queste comunità partecipino in modo effettivo ai processi di gestione e di sviluppo delle risorse, ha precisato.

Proposto Miguel Díaz-Canel a Presidente di Cuba

18.4 – La Commissione di Candidature Nazionale (CCN) ha proposto oggi a Presidente del Consiglio di Stato di Cuba il deputato Miguel Díaz-Canel e Salvatore Valdés Mesa per la carica di Primo Vicepresidente. La presidentessa della CCN, Gisela Duarte, ha presentato inoltre all’appena costituita IX Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular la candidatura di Ramiro Valdés Menéndez, Roberto Morales Ojeda, Gladys Bejerano Portela, Inés María Chapman e Beatriz Johnson Urrutia come vicepresidenti del Consiglio di Stato. Allo stesso modo è stata proposta la conferma di Homero Acosta alla carica di segretario di questo organismo che rappresenta con carattere collegiale il Parlamento tra un periodo di sessioni e l’altro.

Costituita la IX Legislatura del Parlamento cubano

18.4 – I deputati che compongono l’Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento) hanno giurato oggi sul loro incarico, per costituire in tal modo la IX Legislatura di questo ente. All’inizio della sessione, la presidentessa della Commissione Elettorale Nazionale, Alina Balseiro, ha analizzato la lista di ciascuno dei legislatori che hanno mostrato uno a uno i certificati che li accreditano. Successivamente, la deputata eletta per il municipio di Jovellanos (nell’occidentale provincia di Matanzas) Leidymara Cárdenas – la più giovane della nuova legislatura – ha letto il giuramento. In questo modo, i parlamentari si sono impegnati alla lealtà alla Patria, a osservare e a fare osservare la Costituzione della Repubblica, le leggi e altre norme giuridiche e a compiere gli obblighi proprio incarico.

Raúl Castro partecipa alla costituzione del nuovo Parlamento cubano

18.4 – Il Presidente di Cuba, Raúl Castro, ha partecipato oggi alla sessione costitutiva della IX Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento) nel Palazzo delle Convenzioni della capitale. In questa giornata, i 605 deputati eletti l’11 marzo da oltre sette milioni di cubani giureranno sul loro incarico per un periodo di cinque anni, come stabilisce la Costituzione del paese caraibico. Dopo la costituzione dell’Assemblea, i legislatori eleggeranno mediante voto segreto e diretto la presidenza del Parlamento e i 31 componenti del Consiglio di Stato, compreso il Presidente, il Primo Vicepresidente e i cinque Vicepresidenti. L’insediamento della IX Legislatura dell’Assemblea Nazionale ha luogo nel contesto del 57° anniversario della vittoria di Cuba a Playa Girón su una brigata controrivoluzionaria, armata e addestrata dagli Stati Uniti.

Sottolineato il carattere democratico del sistema elettorale cubano

18.4 – La presidentessa della Commissione di Candidatura Nazionale, Gisela Duarte, ha sottolineato oggi il carattere democratico del sistema elettorale cubano e l’alto senso di unità e di coscienza politica del popolo di questo paese. Presentando le proposte di deputati per far parte della direzione dell’Assemblea Nazionale, la Duarte ha messo in risalto le intense sessioni di lavoro, la profonda analisi e le ampie consultazioni realizzate durante gli ultimi mesi. Detto processo, ha detto, ha permesso di proporre la rielezione di Esteban Lazo a presidente del Parlamento di Cuba nella sua IX Legislatura, di Ana María Mari Machado a vicepresidente e di Miriam Brito come segretaria.

Il nuovo Parlamento difenderà il lascito della Rivoluzione cubana

18.4 – Il deputato cubano Gerardo Hernández ha considerato oggi che la IX Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento) avrà tra i suoi principali compiti quello di mantenere i principi della Rivoluzione cubana. Il nuovo Parlamento che oggi inizia la sua sessione costitutiva assumerà un immenso compito, soprattutto difendere i principi della nostra Rivoluzione e il lascito del suo leader storico, Fidel Castro, e del Presidente Raúl Castro, ha detto Hernández in esclusiva a Prensa Latina. Allo stesso modo Hernández, che è anche Eroe della Repubblica di Cuba, ha considerato molto importante essere rappresentante del popolo che ha eletto mediante voto segreto e diretto i 605 deputati nelle elezioni dell’11 marzo. Questa sarà una sessione storica, ha affermato il parlamentare riferendosi al termine del mandato del Presidente Raúl Castro, all’elezione di un nuovo Consiglio di Stato e con questo alla massima direzione del paese.

Miguel Díaz-Canel assume la presidenza di Cuba

19.4 – Il deputato Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha assunto oggi nel Parlamento di Cuba la carica di Presidente dell’isola caraibica. “Da questo momento lei è il nuovo Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba”, ha indicato il presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, Esteban Lazo. Díaz-Canel Bermúdez è stato eletto ieri all’alta carica nella sessione costitutiva della IX Legislatura dell’Assemblea.

Il Presidente di Cuba a favore di una direzione collettiva e popolare

19.4 – Il Presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, si è detto oggi a favore di una direzione collettiva e in permanente vincolo con il popolo per affrontare le sfide della Rivoluzione. Il Presidente ha affermato che le priorità sono definite nei documenti approvati nel VII Congresso del Partito Comunista di Cuba, sostenuti dal Parlamento dopo essere stati sottoposti a un ampio processo di consultazione popolare. Nel suo primo discorso al paese dopo la sua elezione, Díaz-Canel ha evidenziato che la missione fondamentale è il lavoro politico-ideologico e la lotta per la pace e per l’unità, legati allo sviluppo dell’economia nazionale, sempre con la partecipazione attiva e con l’impegno della popolazione.

Raúl Castro esprime il sostegno di Cuba alla Siria dopo l’aggressione degli Stati Uniti

19.4 – Raúl Castro ha manifestato oggi solidarietà alla Siria, recente vittima di una nuova aggressione degli Stati Uniti, chiudendo la sessione costitutiva della IX Legislatura del Parlamento di Cuba. Raúl Castro ha denunciato l’attacco sotto l’argomento non dimostrato dell’uso di armi chimiche da parte del Governo di questo paese orientale, nella lotta contro il terrorismo imposto dall’esterno. Deplorevolmente – ha aggiunto – queste azioni unilaterali si sono trasformate in una pratica inaccettabile, provata in vari paesi del Medio Oriente. Questo merita la condanna della Comunità Internazionale, ha detto Raúl Castro prima di aggiungere “esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo e il Governo siriani.

Raúl Castro esprime la solidarietà di Cuba al Venezuela

19.4 – Il deputato e leader cubano Raúl Castro ha ribadito oggi a La Habana la solidarietà dell’isola con il Venezuela e la sua Rivoluzione Bolivariana di fronte alla crociata della destra interna ed esterna. Il fino a questo giovedì Presidente – Miguel Díaz-Canel ha assunto oggi la carica di Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri – ha riaffermato il sostegno al Venezuela, al suo Governo legittimo e all’unione civico-militare capeggiata da Nicolás Maduro, che dà continuità al lascito di Hugo Chávez. Raúl Castro ha denunciato nel discorso chiusura delle sessioni costitutive della IX Legislatura del Parlamento che il paese sud-americano affronta oggi il centro degli attacchi dell’imperialismo e di coloro che cercano di abbattere i governi progressisti della regione.

Raúl Castro respinge la recrudescenza del blocco degli Stati Uniti contro Cuba

19.4 – Raúl Castro ha respinto oggi a La Habana la recrudescenza del blocco economico, commerciale e finanziario che da oltre mezzo secolo mantiene il Governo degli Stati Uniti contro Cuba. Pronunciando le parole di clausura dell’insediamento della IX Legislatura del Parlamento, il primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ha parlato delle limitazioni al progresso dell’isola che provoca questa misura unilaterale. In tal senso, Raúl Castro ha citato la persecuzione delle transazioni che limita l’accesso a fonti di credito e gli ostacoli a investimenti stranieri, necessari per lo sviluppo dell’economia cubana.

Diffusa negli Stati Uniti la notizia dell’elezione di Díaz-Canel a Presidente cubano

19.4 – Mezzi statunitensi di stampa hanno diffuso oggi la notizia dell’elezione di Miguel Díaz-Canel a Presidente di Cuba, e ricordano alcuni momenti trascorsi tra i due paesi ed esprimono criteri sul possibile futuro dei legami bilaterali. L’emittente televisiva NBC News ha indicato che prima di diventare Primo Vicepresidente dell’isola, carica che ricopriva fino a questo giovedì, il nuovo Presidente era stato Ministro dell’Educazione Superiore e leader del Partito Comunista di Cuba nella provincia centrale di Villa Clara. Da parte sua, il quotidiano USA Today ha detto che la televisione del paese antillano ha mostrato l’abbraccio tra Díaz-Canel e il suo predecessore nella carica, Raúl Castro, “dopo la storica votazione, mentre centinaia di delegati dell’Assemblea Nazionale applaudivano”.

Continuano ad arrivare messaggi e auguri al nuovo Presidente cubano

20.4 – Da diverse parti del mondo continuarono oggi ad arrivare i messaggi di sostegno e gli auguri per il deputato Miguel Díaz-Canel, che questo giovedì ha assunto la carica di Presidente dei consigli di Stato e dei Ministri di Cuba. Leader politici, presidenti, istituzioni e organizzazioni dei cinque continenti hanno risposto all’elezione dell’ingegnere elettronico, di 57 anni, che nel suo primo discorso al paese ha affermato ieri che la Rivoluzione cubana proseguirà, in piena sintonia al lascito della sua generazione storica, in particolare di Fidel Castro (1926-2016) e di Raúl Castro.

Il Presidente italiano si congratula con il nuovo Capo di Stato cubano

20.4 – Il Presidente italiano, Sergio Mattarella, ha trasmesso ferventi auguri al Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, Miguel Díaz-Canel. In un messaggio datato 19 aprile e pubblicato nel sito-web del Palazzo Quirinale, Mattarella ha sottolineato che “i legami storici e di forte amicizia tra i nostri paesi costituiscono il fondamento di relazioni bilaterali particolarmente intense e dinamiche, come dimostra l’ampia gamma di progetti di cooperazione in corso”. “Spero – ha detto – che su queste basi, nei prossimi anni La Habana e Roma possano approfittare di tutte le opportunità che le iniziative in marcia stanno generando ed estendere la feconda collaborazione esistente a tutti i settori di interesse reciproco”.

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