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Perchè è necessaria la solidarietà con Cuba ed è indispensabile sostenere chi la pratica da 50 anni

Perchè è necessaria la solidarietà con Cuba ed è indispensabile sostenere chi la pratica da 50 anni – Riprendiamo e diamo una conclusione ad uno degli articoli introduttivi del sito, appena abbozzato quando si stava per iniziare.

di Lito – per AmiCuba Isola Ribelle

Altro che “Yes we can”. Si può per davvero cambiare il mondo e non sottostare più alla legge della barbarie, essenza propria del capitalismo. Lo dimostra Cuba nella sua ultra cinquantennale esperienza di resistenza. Contro tutto e contro tutti, appoggiata unicamente dalla solidarietà internazionale di chi ha capito la realtà dell’esempio che Cuba ha rappresentato fino ad ora. L’Isola Ribelle prosegue con dignità il cammino della sua Rivoluzione senza mai venir meno ai principi della spinta propulsiva iniziale, unico esempio nel panorama storico dei tentativi verso il socialismo. Va ricordato però che tendere al socialismo è una pratica ancora relativamente nuova per l’umanità. Gli esempi falliti e le esperienze chiuse sono li a spiegare quali strade diverse vanno intraprese. Non possono servire a sostenere che si tratta di una forma di società improponibile. Questa è una affermazione utile solo a chi gestisce il potere e che se lo vuol tenere ben stretto. Se è riuscita Cuba a resistere, tra errori ed enormi problemi, ma è riuscita, è probabile che studiando la sua esperienza sia possibile espandere ad altri luoghi la felice cancellazione del capitalismo, vera negazione per il futuro dell’umanità. Quella di Cuba è stata l’ultima Rivoluzione romantica del secolo scorso, sicuramente non realizzabile con gli stessi metodi ed in altri contesti oggi. Ma le sue conquiste fanno invidia ben oltre il terzo mondo. Bisogna rimanere collegati ed in sintonia con il messaggio rappresentato dall’esperienza cubana, soprattutto perchè come ormai si è ben capito, NON E’ FACILE eliminare il malcostume della sopraffazione come prassi sociale. Chi detiene il potere ed il privilegio, non gioisce nel vederlo suddiviso tra tutti. La natura umana contempla l’egoismo. Solo chi capisce che favorire se stessi a scapito degli altri rischia di innescare la guerra di supremazia, può lottare perchè tutti si adeguino alle condizioni adatte per un futuro di pace. Per questo continuare a sostenere Cuba, con la solidarietà, come l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba fa da cinquant’anni, vuol dire aprire uno spiraglio di speranza per tutti. La mancanza di una speranza, l’ipotesi che non esistano soluzioni, è il principio base sul quale si basa la forza del potere per dominare. Chi non crede nella possibilità di cambiare, ha perso in partenza, si arrende al potere prima di metterne in discussione la supremazia. Capire che un’Isola in mezzo al mare, con la sola forza della coesione solidale dei suoi abitanti, riesce da oltre mezzo secolo a contrapporsi all’Impero più forte che la storia dell’umanità abbia mai avuto, significa capire che la speranza esiste. Caspita se esiste. Infatti non hanno altro tentativo da fare che convincere il mondo che Cuba sia l’ennesima dittatura di un tiranno; manca solo che dicano che li si mangiano i bambini, pur di far vedere che è un esempio da non seguire. I mezzi d’informazione ed i giornalisti prezzolati non mancano. I finti progressisti, quelli che il capitalismo lo gradirebbero più umano, nemmeno. Sono un grande aiuto per il potere anche quelli che a parole vorrebbero tanto cambiare le cose, ma alla vista di qualcuno che un tentativo lo mette in atto per davvero, lo criticano, ben inteso da sinistra. Per questi motivi invitiamo ognuno a fare la sua parte, sostenendo prima di tutto chi da ben 50 anni in Italia, con serietà e determinazione, aiuta Cuba a resistere.

Chiediamo il sostegno – iscrivendosi e facendo iscrivere all’Associazione. Chiediamo il sostegno – devolvendo e invitando a devolvere il 5 x 1.000 con la dichiarazione dei redditi.
Per sostenere l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ed i suoi progetti basta firmare nel riquadro apposito (dov’è scritto “sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni”) sui moduli della dichiarazione dei redditi e SCRIVERE il codice fiscale dell’Associazione – c.f. 96233920584 -

In occasione del 50° dell’Associazione e della festa del 1°maggio, un viaggio speciale…

CUBA dal 17 aprile al 2 maggio 2011
VIAGGIO DI CONOSCENZA e MANIFESTAZIONE DEL 1° MAGGIO

Questo il programma:

17 domenica -Volo diretto da Milano Malpensa a La Habana – Arrivo in serata e trasferimento in hotel. Cena in hotel.

18 lunedì -Visita della città : il museo del ron, la piazza vecchia, la chiesa di S.Francesco, Piazza della Cattedrale. Museo
Della Revolución. Museo del Ron dove al termine della visita verrà servito il pranzo. Nel pomeriggio visita a
“El Callejón de Hamel”, progetto culturale comunitario all’ Avana Vecchia, dove si assisterà ad uno spettacolo di musica tradizionale con ritmo e balli afrocubani. A seguire tempo libero . Cena in hotel

19 martedì -Visita alla Scuola Latinoamericana di Medicina, frequentata gratuitamente da studenti provenienti da
Paesi poveri. La nostra Associazione ha finanziato un progetto innovativo presso questa struttura.
Pranzo al ristorante. Rientro passando dal Malecón, il lungomare con splendide case d’epoca a lato della piazza delle bandiere; si prosegue per il Mirador del Cristo e la Casa del «Che» con entrata alla Fortezza del Morro che domina l’ingresso al porto. Cena al Ristorante Fabio (se possibile incontro con Giustino Di Celmo)

20 mercoledì -Partenza per Pinar del Río. Lungo il percorso visita alla Cueva de Los Portales, utilizzata dal “Che” nel 1962 durante la “crisi dei missili”. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita alla fabbrica di Guayabita ed a una fabbrica di tabacco. Pernottamento e cena in hotel nella valle di Viñales.

21 giovedì -Al mattino si visiterà una “casa del vegüero” (agricoltori dei campi di tabacco) dove verrà illustrato il processo di essiccazione e lavorazione del tabacco. Successiva passeggiata nella valle di Viñales. Pranzo al ristorante Palenque de los Cimarrones che si raggiunge attraverso un passaggio scavato all’interno di un mogote. Nel pomeriggio arrivo a Soroa per visita al giardino botanico. Cena in hotel

22 venerdì -(se si arriva tardi il giorno prima si termina la visita di Soroa) e si prosegue per Cienfuegos facendo una deviazione per Playa Girón, nota come “Baia dei Porci”, dove è avvenuta la tentata invasione mercenaria nell’aprile 1961. Visita al museo e pranzo in ristorante. Si prosegue poi per Cienfuegos dove si pernotterà .
La cena si terrà presso il caratteristico Palacio del Valle.

23 sabato -Visita al centro cittadino, al Parque Central ed al Teatro Terry dove cantò Caruso; Pranzo al Club Nautico e proseguimento per Trinidad con sosta al giardino botanico. Sistemazione in hotel sulla spiaggia di Trinidad; l’hotel offre sistemazione “tutto incluso”. Dopo cena festa con la popolazione presso un CDR (Comitati in Difesa della Rivoluzione) in un quartiere della città di Trinidad.

24 domenica -Escursione nella splendida Sierra Escambray che si raggiungerà a bordo di camion attrezzati. Passeggiata con una guida lungo la riva del “rio melodioso”. Verranno illustrate le proprietà di piante e fiori. Si raggiungono diverse cascate, alla base delle quali è possibile fare il bagno nelle piscine naturali. Pranzo nel ranchón dei contadini e nel pomeriggio rientro in hotel. Tempo a disposizione alla spiaggia. Cena in hotel.

25 lunedì -Al mattino visita della città e del Museo della Lotta contro i banditi – Incontro di conoscenza presso l’Icap con esponenti dell’Associazione Combattenti della Rivoluzione per conoscere la loro storia e per ricordare il nostro anniversario del 25 aprile. Rientro in hotel. Tempo libero. Pranzo e cena in hotel

26-27 e 28 -3 giorni liberi al mare. Pensione completa con formula tutto incluso.

29 venerdì -Si lascia Trinidad per tornare a La Habana. Durante il viaggio si visita Santa Clara: il treno blindato, fatto deragliare con l’ultima azione che segnò la fine del dominio di Batista; Plaza de la Revolución ed il Mausoleo dedicato a Che Guevara ed ai guerriglieri morti in Bolivia. Passeggiata nel centro. Pranzo in ristorante.
Si prosegue poi per La Habana dove si arriverà in serata. Cena in hotel

30 sabato -Giornata libera. Pranzo in hotel. Cena di saluto di fine del viaggio al famoso ristorante La Bodeguita del Medio.

1° maggio domenica -In mattinata partecipazione alla manifestazione del Primo Maggio. Pranzo in hotel. Nel pomeriggio trasfer. all’aeroporto per rientro in Italia L’Arrivo a Milano Malpensa è previsto in tarda mattinata del 2 maggio.

per prenotare: Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Via Borsieri 4 – 20159 Milano Tel. 02-680862 orario pomeridiano
[email protected] – www.italia-cuba.it

Si comunica con molta tristezza che è morto Alberto Granado


Si comunica con molta tristezza che è morto Alberto Granado

Alberto Granado, l’amico e compagno del guerrigliero Ernesto “Che” Guevara nel suo viaggio di gioventù in motocicletta per Suramérica, è deceduto a L’Avana all’età di 88 anni.

Granado, nato l’ 8 agosto di 1922 a Cordova (Argentina) si è stabilito a Cuba dal 1961, è deceduto di morte naturale, ha spiegato suo figlio, omonimo, Alberto Granato.

Granado, fedele amico di Cuba è stato cremato sabato 5 marzo a L’Avana e le sue ceneri verranno sparse tra Cuba, Argentina e Venezuela, secondo le sue volontà.

Amico d’infanzia del Che, fu il suo compagno nel viaggio che fu intrapreso in motocicletta nel 1952 per tutto il sud America, un’avventura che svegliò la coscienza politica del guerrigliero argentino.

Su “La Poderosa”, la motocicletta di Granado, percorsero buona parte del cono meridionale fino a che, nove mesi dopo, si separarono in Venezuela. Questa avventura fu portata al cinema nel 2004 con il film “Diari di una motocicletta”, diretta dal regista brasiliano Walter Saller ed interpretata per dal messicano Gael García Bernal nella parte del Che e dall’argentino Rodrigo de la Serna in quella di Alberto Granado. Dopo quel viaggio Granado ritornò in Argentina per lavorare come biochimico, professione che pratico anche in Venezuela, ma, dopo il trionfo della rivoluzione cubana, il Che l’invitò a L’Avana e quindi decise di stabilirsi nell’isola con sua moglie, Delia, ed i suoi figli.

Nel 2008 Alberto Granado tornò in Argentina per partecipare alle celebrazioni del 80° anniversario della nascita di Che Guevara nella città di Rosario.

Il suo ultimo viaggio all’esterno è stato in Ecuador alcuni mesi fa. Come ha detto ad EFE il figlio, suo padre fu un “gran rivoluzionario” ed un uomo che amava molto la vita.

(dall’agenzia EFE)

Enorme soddisfazione per l’esito della campagna 2010, grande impegno per quella del 2011

Cuba: il popolo contro l’impero.La folla a La Habana oltre che la Dama mercenaria contesta anche il Fante dell’Impero, ma in Italia fa notizia solo la Sanchez, su una rivista di pecette

di Lito – per AmiCuba Isola Ribelle

In coda alla contestazione popolare delle Dame in Bianco, che non sono riuscite ad uscire sulla strada per effettuare la manifestazione che avevano annunciato, anche il rappresentante statunitense della SINA, Lowell Dalton, è stato contestato, come abbiamo potuto vedere successivamente in un eloquente video. Senza alcuna violenza o provocazione come al solito, ma ampiamente contestato. E’ davvero educativo vedere il filmato di questa manifestazione, con le voci del popolo cubano che sa bene come difendersi da solo. Avvilito, ma non spaventato, lo statunitense non ha potuto che assistere impassibile alla forza che veniva espressa davanti a lui. Colpo su colpo, le mercenarie sono andate in Bianco su tutto. Come abbiamo tempestivamente comunicato sul numero scorso di AmiCuba, il Portavoce del gruppo femminile di dissidenza, ha comunicato di essere in realtà un agente del Servizio di Sicurezza dello Stato cubano e di essere rimasto infiltrato nel gruppo con lo scopo d’intuire meglio le modalità di finanziamento da parte dell’Impero. Il video relativo alla contestazione del rappresentante statunitense è a disposizione qui.

Ma c’è da aggiungere una stranezza colta successivamente e che riguarda proprio questo video. Si tratta della presenza, davanti allo statunitense contestato, di Reynaldo Escobar, marito di Yoani Sánchez la “pasionaria triste”, quella con un blog tradotto in ben 18 lingue e rilanciato da un sistema operativo che fa base in Germania.
Insomma la povera scrittrice con una capacità di comunicazione da schiaffo alla miseria.
Le corrispondenze lamentose della Sanchez sono pubblicate in Italia da una rivista che vorrebbe collocarsi nell’ambito della stampa democratica (?). Fondato da un ex giornalista dell’Unità, questo settimanale prende articoli dalla stampa internazionale, li traduce e li propone al pubblico italiano. La Sanchez ha un riquadro fisso che serve a dimostrare quanto è brutta la vita del popolo cubano costretto nel recinto di una dittatura. Se non fosse ormai chiaro che la bloguera è una mercenaria che per un proprio tornaconto è disposta a svendere la Patria ed i suoi abitanti, si potrebbe non sospettare il recondito motivo che spinge questa rivista italiana di collages e pecette a rilanciare tale prezzolato lavoro. Sta di fatto che nel frattempo, a Cuba, con una maglietta bianca che reca una scritta non decifrabile, ma che non sembra essere la pubblicità del settimanale italiano, il marito della Sanchez pare piazzato dalla parte dei manifestanti, almeno in quanto a posizione statica.
Lo si può vedere qui di spalle, nel fermo immagine.

Il n° 19 del Notiziario AmiCuba. Buone informazioni

Leggi qui AmiCuba n°19
AMICUBA n°19

Dissidente? Finalmente non più! Eclatanti rivelazioni alla televisione cubana.

Fino ad alcune ore fa era considerato il portavoce delle Dame in Bianco ed uno dei giornalisti indipendenti più attivi e conosciuti tra gli antigovernativi sull’Isola. Presidente dell’Unione dei Giornalisti Liberi di Cuba è stato uno dei “dissidenti” più citati dalla stampa estera.
Si tratta di Carlos Manuel Serpa, che proprio oggi si è rivelato essere semplicemente, Emilio, agente della Sicurezza dello Stato cubano. La eclatante rivelazione ribadisce e amplia nei particolari anche la già nota ammissione di appartenenza ai Servizi di Sicurezza cubani di un altro ex “dissidente”, Moisés Rodríguez, che ha annunciato di avere raccolto una corposa documentazione nel periodo di infiltrazione nei gruppuscoli contro-rivoluzionari. La cosa che ha sorpreso i “dissidenti” ed i loro finanziatori è stato il metodo con cui sono venuti a sapere la verità. E’ successo durante la trasmissione televisiva “Le Ragioni di Cuba” che con la puntata serale di questo sabato 26 febbraio, intitolata “ I Peones dell’Impero” ha intervistato i due uomini che si sono palesati agenti della Sicurezza, mentre erano conosciuti come membri della dissidenza.

Presentiamo la prima parte del programma “I Peones dell’Impero” qui

e la seconda parte qui

La dama sbaglia mossa sulla scacchiera cubana

La dama sbaglia mossa. Le cosiddette dame in bianco tentano di manifestare partendo dalla casa di una di loro, ma altre donne, tante, con alcuni studenti della vicina università le impediscono di muoversi. Le circondano e le sfottono. Senza mai usare alcun tipo di violenza o di provocazione. Il tutto sotto lo sguardo attonito dei funzionari statunitensi presenti sul posto. Cuba – 23 febbraio 2011

Le recenti immagini dei paesi arabi che non vedrete da altre parti

Probabilmente i cambiamenti nelle gestioni politiche ed economiche dei paesi mediorientali non sono solo provocati dalle sollevazioni popolari.  E’ inutile fare gli ingenui, una grossa parte della produzione e dello smistamento degli idrocarburi per l’energia del mondo ricco, sono concentrati in quella zona.  Siamo sicuri però che una grande parte di quelli che sono scesi in piazza  contro i “vecchi” regimi, siano determinati a volerne la sostituzione. Tra questi, nella larga fascia popolare, tutti coloro che per anni non hanno potuto certamente ne mostrarsi ne manifestare. Questi finalmente si riprendono il diritto di essere partecipi alla conquista del futuro. Molti vorrebbero un mondo migliore. Molti hanno le nostre stesse speranze, i nostri stessi riferimenti e adesso lo dimostrano.  E’ altrettanto sicuro che non vengono fatti vedere dai media internazionali. Qui sotto alcune foto eloquenti:



Gli Stati Uniti si sono rimangiati le promesse su Guantánamo con un assordante silenzio mediatico, esteso anche alla morte dei detenuti

Lito – per AmiCuba Isola Ribelle

Per i fornitori ufficiali di libertà e democrazia al resto del mondo, per continuare a rapire o torturare, è sufficiente non farlo in casa, abbassando inoltre la soglia d’informazione. Infine, per interposta entità, strillano e stramazzano accusando altri di essere fuori dalla legalità in fatto di diritti umani.

L’esempio più recente è a Guantánamo, Cuba, campo di reclusione della base navale Delta.

Uscito di scena mischiandosi con la nebbia, l’ex presidente degli Stati Uniti George Bush, poteva solo sperare di passare inosservato al vaglio della storia. Il vero problema però per queste maschere che agiscono in nome del Potere, è che chi ha subito ingiustizia non se la dimentica.…e su indicazione di Bush il giovane, di ingiustizie nel mondo ne devono essere state commesse parecchie. Comunque lui, forse stanco del totale anonimato che meglio si addiceva ad un personaggio senza proprio spessore, ha deciso di mettere il naso fuori dal Texas e dalla Federazione che ha presieduto. E siamo nell’attualità. Il problema è nato quando è trapelata la notizia di un suo prossimo sbarco in Europa, con tappa in Svizzera. Qui, l’Organizzazione Mondiale contro la Tortura di Ginevra, ha chiesto alla magistratura elvetica di aprire un’inchiesta su di lui. Si, perché sembra che autorizzare la tortura, come ad Abu Graib o a Guantánamo, per citare solo i nomi arrivati sui giornali, non sia proprio una prassi accettata da tutti nel mondo. Va bene che una volta passata l’attualità sui media ci si deve dimenticare di tutto, va bene che gli statunitensi non risultano facilmente processabili neppure se scuoiano bambini e poi mettono ad essiccare le pelli al sole, ma qualcuno che di mestiere tiene a mente i nomi dei probabili criminali, continua ad esistere. Chi ha mai visto in prigione gli autori statunitensi, ben 22 condannati, del sequestro italiano di Abu Omar? Chi ha visto in prigione gli autori della strage del Cermis, quella dei piloti serie Top Gun che falciarono i cavi di una teleferica con seguito di vittime? Per citare solo due recenti esempi italiani…Ma sulle malefatte di Bush era ora che qualcuno iniziasse a impostare dei quesiti. Stando forse alla sua doppia presidenza ha accumulato più interrogativi da chiarire di tanti altri. Sta di fatto che in seguito a questa denuncia, poteva rischiare l’arresto una volta arrivato in Svizzera.  Avremmo forse assistito ad un remake della vicenda londinese, dove il fascista e torturatore cileno Pinochet venne arrestato. Conclusione: viaggio e conferenze annullati rapidamente. Probabilmente quindi oltre oceano è stato valutato che esisteva un rischio concreto. Meglio tentare di inabissarsi di nuovo. Meglio non alzare polvere. Proprio in questi stessi giorni inoltre è morto, nel carcere di Guantánamo, l’afgano Awal Malin Gul di 48 anni. Era accusato di terrorismo ed era trattenuto senza che siano mai state portate prove contro di lui fin dal 2002.  Non è il primo detenuto che muore nella galera a stelle e strisce cubana, è il settimo. Cinque si sono suicidati, ufficialmente, un sesto è morto sembrerebbe per un tumore e quest’ultimo, per un attacco di cuore. La faccenda di Bush che annulla il viaggio in Europa e la morte del settimo carcerato di Guantánamo hanno avuto poco rilievo sui mezzi d’informazione, così come poco si è detto della mancata attuazione della promessa elettorale dell’attuale inquilino nero, della Casa Bianca, sulla chiusura del carcere statunitense a Cuba. I difensori  più attenti e sensibili dei diritti umani, non hanno ritenuto di fare battaglie per gli afgani “forse” terroristi, in galera da anni senza accusa, senza difesa, senza diritti. Esseri umani, pare, trattati come se le convenzioni internazionali fossero carta igienica. Le varie organizzazioni sempre attente al povero, singolo, dissidente nel posto giusto, non hanno diffuso la notizia dell’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale contro la Tortura. Hanno chiuso gli occhi per anni su Guantánamo. Non parlano mai delle decine di giornalisti e sindacalisti fatti sparire o ammazzati ogni anno in paesi compiacenti con gli interessi imperiali. Nulla dicono di Posada Carriles, attualmente negli Stati Uniti , terrorista internazionale reo confesso di attentati  in Salvador, a Cuba, in Venezuela, a Panama. Non fanno campagne contro le incredibili condanne ai Cinque cubani che si trovano nelle carceri statunitensi da dodici anni. Entità telecomandate.

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